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Galasso: “Mia la vittoria al Comune, ripagata con omicidio politico”

Avellino – “Senza il sottoscritto, nel 2009 Avellino sarebbe stata consegnata al centrodestra”. Giuseppe Galasso rivendica in maniera autoritaria e decisa il successo ottenuto al ballottaggio delle amministrative 2009 ad Avellino (oltre il 60% dei consensi). E l’occasione è stata data dalla conferenza stampa convocata in mattinata durante la quale è stato ufficializzato il passaggio dell’ex primo cittadino della città capoluogo al progetto di Mario Monti e a ‘Scelta Civica’. Hanno preso parte all’evento anche Vincenzo Sbrescia, Giuseppe Ruberto e Luigi Iannaccone.
Un incontro con i media carico di emozioni quello odierno, in cui Galasso, col suo solito fare pacato ma non per questo non determinato, non ha lesinato di lanciare stoccate – peraltro senza mai fare nomi – ai ‘Bruti che hanno tradito Cesare’ nel corso dell’ultimo mandato amministrativo ad Avellino. “Col vento a favore del centrodestra, quella del 2009 è stata una battaglia stile Davide contro Golia – ha spiegato Galasso – solo che a Davide e Golia si sono presto sostituiti Cesare e Bruto”.

Ma chi ha veramente remato contro Galasso? “Non è mio costume fare nomi – dice – ma anche un bambino delle elementari capirebbe subito che, dal vicesegretario provinciale del Pd e fino a pezzi della maggioranza consiliare, negli ultimi 3 anni sono stato fatto oggetto di continui attacchi. Il partito mi ha chiuso la porta, non è stato mai nominato un coordinatore cittadino nè ho mai avuto un capogruppo in Consiglio. Non era possibile gestire insieme la fase amministrativa e politica. Dal 2009 è stato un lungo soffrire ma io, per dare continuità all’azione amministrativa, ho guardato avanti nell’esclusivo interesse della mia città. Ed è proprio per colpa di questi continui attacchi dall’interno che l’azione amministrativa è apparsa all’esterno come ‘inadeguata’. La realtà è ben diversa perchè sin dal primo giorno ci siamo scontrati con una Regione di centrodestra che non concedeva fondi e con le pratiche ostruzionistiche della maggioranza in Consiglio”.
Ma Galasso è sicuro del fatto che Avellino sia oggi una città migliore di come l’ha presa 8 anni fa. “Basta farsi un giro a piedi non solo al corso e al centro, ma guardare anche alle periferie. Avellino è oggi una città più vivibile, si sta portando avanti quanto programmato. Ho lavorato con coscienza così come sta operando oggi il commissario Guercio”.

Primarie e dimissioni. Galasso spiega di aver compiuto una scelta anche in questo caso ponderata e non una pazzia. “Ho avuto certezze da Roma e da Avellino ma qualcuno alle Primarie ha barato non rispettando la mia figura e quella del centrosinistra. Il mio è stato un omicidio politico premeditato a tavolino e quello che sto dicendo è condiviso dalla maggioranza dell’opinione pubblica”.

Il futuro. Nel suo ultimo incontro ad Avellino, il segretario del Pd Pierluigi Bersani commentando la vicenda Galasso disse ‘… ognuno va dove lo porta il cuore’. L’ex sindaco replica: “Bersani non conosce la nostra realtà. Ho aderito a Scelta Civica non per opportunismo ma perchè dopo 30 anni mi voglio rimettere in gioco e affrontare una nuova sfida. Ho fatto un attento esame e dopo settimane di ragionamento di cuore, ho preferito dar peso alla testa e scegliere il giusto approdo che rispondesse alla mia cultura politica. La mia è stata una scelta sentita e partecipata. Ho trovato subito attestati di stima, ad Avellino ma anche nel resto della provincia. E dopo il 26 febbraio lo scenario non sarà più lo stesso. Ci proietteremo – ha concluso – alle prossime amministrative senza istinti di vendetta o preclusione alcuna, ma guardando avanti per il bene della città”.
(@antopirolo)

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