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Futuro Comunità Montane – Il punto della Fai Cisl

Avellino – Mattinata all’insegna delle Comunità Montane, anche con il convegno regionale organizzato dalla Fai-Cisl e dal titolo “Quale futuro per le Comunità Montane della Campania?”. Dopo la relazione del segretario generale regionale della Fai-Cisl campania, Carlo Colarusso, sono intervenuti il segretario generale regionale Cisl Campania Lina Lucci, il presidente Uncem regionale Campania Donato Cufari, l’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, Gianfranco Nappi e il segretario nazionale Fai-Cisl Claudio Risso. Presenti inoltre, il segretario generale della Cisl irpina Mario Melchionna, l’assessore al Lavoro e alla Formazione Giuseppe Solimine, l’assessore al Turismo Raffaele Lanni, Vincenzo Luciano, responsabile nazionale Uncem contrattazione settore forestazione, i presidenti delle Comunità Montane e i rappresentanti delle province. L’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste Nappi, durante il suo intervento, ha preso precisi impegni rispetto alle questioni poste all’attenzione di tutti da Carlo Colarusso, nello specifico: ha invitato le Comunità Montane a presentare progetti a breve termine, al fine di ricevere finanziamenti a copertura dell’intero anno 2010, evitando così problemi di ritardo sui pagamenti; pensare alla costituzione di un nuovo soggetto sul territorio, che unifichi compiti e funzioni delle Comunità Montane e degli enti Parco e che possa interessarsi alle tematiche dello sviluppo, protezione civile e ambiente, convocazione di un tavolo istituzionale con le Comunità Montane, gli enti Parco, la Regione, la Provincia e i sindacati, stabilizzazione degli otd e dei nuovi assunti entro 3 anni e soluzione al problema del turn-over. Di grande interesse anche l’intervento del segretario generale della Fai-Cisl di Avellino Raffaele Tangredi, che ha sottolineato l’intransigenza della Fai-Cisl rispetto alla delicata questione della stabilizzazione e della errata gestione delle assunzioni e rispetto alla formazione e alle selezioni, che non hanno ancora dato luogo alle assunzioni alla Comunità Montana dell’Ufita e dell’Alta Irpinia, nonostante gli enti montani in questione abbiano già ricevuto fondi dalla regione.

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