MONTORO- “Il furto dei tablet nel plesso di Piano della nostra scuola primaria è un atto vile e inaccettabile. Non si tratta solo di un danno materiale, ma di un’offesa alla comunità educativa e al futuro dei nostri bambini, dei nostri ragazzi”. Sono parole di condanna forti quelle della dirigente scolastica Mimma Cirasuolo, dopo l’ennesimo raid ad una scuola in Irpinia per asportare dei personal computer. Quei dispositivi, acquistati solo grazie ai fondi del PNRR, rappresentano un investimento pubblico per l’innovazione, l’inclusione e la crescita culturale. Rubarli significa sottrarre opportunità, compromettere il diritto allo studio e calpestare il valore della scuola come presidio di legalità e progresso. Di certo non sarà possibile acquistarne altri. Danneggiare la scuola significa favorire l’ignoranza e, dunque, far morire la libertà e la democrazia”. La dirigente scolastica ha rivolto due appelli. Il primo alle autorita’ competenti, affinche’ possano risolvere il caso e il secondo affinche’ si collabori: “Chiedo che le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto e che i responsabili siano individuati e perseguiti. La scuola non può e non deve essere bersaglio di atti criminali: difenderla è un dovere civico.Invito tutta la comunità a non voltarsi dall’altra parte. La scuola è un bene comune, e la sua tutela riguarda ciascuno di noi. Chi ha visto, sentito o sa qualcosa, parli. Il silenzio è complicità. Collaborare con le forze dell’ordine è un gesto di responsabilità e rispetto verso i nostri bambini, verso i nostri giovani”. Infine un apello rivolto proprio agli studenti e alle studentesse: “A voi, studentesse e studenti dell’Istituto Comprensivo “Abate F. Galiani” Montoro – AV, dico: non lasciatevi scoraggiare. Questo episodio non intaccherà il nostro impegno per offrirvi una scuola moderna, sicura e inclusiva…. nonostante le difficoltà “strutturali”La vostra voglia di imparare sia più forte di qualsiasi furto! Continueremo a lottare per garantirvi le opportunità che meritate”.
Furto dei tablet al Galiani, la dirigente: offesa al futuro dei nostri ragazzi
