FT/VD – Avellino saluta l’ex Sindaco Di Nunno: “Ciao Tonino”

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Antonio Di Nunno, l’ultimo saluto. Il Duomo di Avellino è gremito. La dipartita dell’ex sindaco ha segnato la prima domenica del 2015. Un via vai continuo all’abitazione di Tonino, come lo chiamavano tutti. Nel pomeriggio il rito funebre.

C’è la sua gente, quei semplici cittadini che in modo silenzioso ascoltano l’omelia di Don Sergio Melillo e quei politici amici ma anche avversari. Nel dolore, in uno spaccato di profondo cordoglio non vuol mancare proprio nessuno. Meritano di essere citati i tifosi dell’As Avellino e quelli del basket che prima di entrare in chiesa porgono un gagliardetto sulla tomba. Don Sergio Melillo, di Di Nunno ricorda “il tenero amore per questa città e per questo territorio di cui conosceva ogni angolo. E poi la sua vocazione per la professione, una passione smisurata che ha dato tanto alla sua comunità”.

Al termine del rito religioso, sull’altare è salito prima il sindaco di Avellino Paolo Foti che con le lacrime agli occhi ha ricordato: “un colpo al cuore per la città. Una città che oggi si è riunita dimostrando l’affetto e la stima per Di Nunno, sintomo che ne ha colto la passione, il senso civico. Persona onesta, amministratore serio, sempre con la schiena dritta. Abbiamo l’obbligo di fare nostre le sue azioni per riaffermare il bene con i fatti e non con le parole. Da domani questa città ritrovi l’anima perduta. Ciao Tonino, carissimo amico mio. Che la terra ti sia lieve”.

Antonello Perillo, collega Rai di Napoli e in rappresentanza dei giornalisti ha annunciato: “La scomparsa di Di Nunno è una ferita a morte per l’Irpinia. Aveva parole buone e dispensava consigli a tutti. Ricordo quando venni assunto e appena misi piede in redazione mi strinse la mano e mi disse : guagliò”. Infine l’auspicio: “Come Ordine dei Giornalisti faremo qualcosa. Avellino ha basi solide, la sua figura sarà ricordata con un premio”. Infine Antonio Gengaro che insieme a Nunzio Cignarella, Carlo Silvestri hanno condiviso tante giornate assieme: “ “Non so se la sofferenza terrena abbia un valore catartico. Se è così, Tonino si è presentato puro al cospetto di Dio. In questo momento, però, lo immagino, insieme al suo amico Dario, seduto sugli spalti del Piazza D’Armi del Paradiso, a guardare una partita tra vecchie glorie dell’Avellino”. Sul lato squisitamente politico: “Tonino ha praticato la moralità nella politica. Il sindaco Di Nunno è la dimostrazione che la politica può e deve essere pulita. In ogni senso”. La salma infine ha raggiunto il Cimitero di Ariano Irpino, dove è avvenuta la tumulazione. Il “settimo” sarà celebrato l’11 gennaio al Duomo di Avellino.

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