FT/La sfida di Ricciardi: “Il Titanic non arrivò mai a destinazione”

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E’ pronto alla sfida Toni Ricciardi che insieme ai suoi principali supporter, Franco Vittoria e Rodolfo Salzarulo, ha lanciato la sua candidatura alla premiership della segreteria provinciale.
Una scelta improvvisa quella del docente universitario, ma frutto di un progetto maturo “Campo Democratico”, nato dalla mente di Goffredo Bettini, esponente romano del Partito Democratico, presente ad Avellino per sponsorizzare il candidato più giovane alla corsa verso la guida di via Tagliamento.
“Il sogno che accompagna un militante come me – esordisce Ricciardi – figlio di un piccolo paesino come Castelfranci, è candidarti un giorno alla segreteria del primo partito della tua provincia con l’auspicio di guidarlo. Ma il minuto dopo che questo è accaduto, la risposta che mi sono dato è stata non ti candidi per l’amore viscerale verso il tuo partito, ma per l’amore viscerale che nutri verso questa terra”.
Il percorso del giovane professore inizia proprio dai territori, dove negli anni di militanza ha costruito un filo diretto con le risorse che li abitano: giovani professionisti, intellettuali, studenti universitari e amministratori. Un ricco patrimonio in cui il partito deve investire a cominciare da questo congresso. “Confrontate le altre liste con le mie – dice – le liste della conservazione versus le liste del cambiamento e dell’innovazione. Abbiamo scelto di candidare i giovani non al ventesimo posto, ma in posizione utile, come Chiara De Matteis di Taurasi che segue subito dopo il sindaco Salzarulo nel collegio Alta Irpinia”.
La candidatura di Ricciardi è quindi una candidatura di rottura, oltre che una grande rincorsa verso chi ha il favore dei pronostici. “Il Titanic doveva essere una nave maestosa – aggiunge – pronta a solcare i mari per arrivare a New York in tempi record, ma in quella terra non ci è mai arrivata”. Il candidato si prepara così a sbaraccare i big del partito senza adottare la politica delle tessere, ma la politica delle idee: “Rischiamo di avere più tessere della provincia di Salerno e non ne capisco il senso. Più volte mi sono chiesto a cosa serve un congresso, a cambiare un gruppo dirigente, a cambiare il nome del segretario in base al numero delle tessere fatte? No, un congresso serve se parla non solo a noi stessi come partito, ma serve se ha qualcosa da elaborare per questa provincia, una provincia che necessità di soluzioni complesse”.
Il suo sponsor Goffredo Bettini si è unito al messaggio: “La gara delle tessere è uno degli elementi causa dell’ antipolitica. Io credo in un partito che pone al centro le persone, che non devono solo scegliere il proprio presidente, ma devono decidere sui problemi di questo Paese. Bisogna uscire dalla mentalità di sottostare agli ordini dei capibastone ed esercitare un’autorità. Oggi in Irpinia il Pd compie un passo importante, candida un giovane preparato e per bene”.
Il documento presentato da Bettini nasce nell’ottica del confronto congressuale per riaprire un dialogo costruttivo all’interno del Partito Democratico al fine di vincere le prossime elezioni: “Vanno superati gli steccati, steccati utili solo alla conservazione di correnti e gruppi dirigenti logori al loro interno. Siamo l’unico soggetto politico in grado di riscattare la Repubblica italiana, tuttavia non siamo ancora credibili come alternativi a Berlusconi. Questo deve essere il tema del congresso: rimettere con i piedi per terra il Pd, avendo la capacità di mettere in campo le risorse di questo partito e dargli voce”.
Di Rosa Iandiorio

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