FT/Centro Expo per il Nucleo Industriale. L’idea degli studenti Itis

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Il rilancio e la trasformazione del nucleo industriale al centro del progetto presentato dagli studenti dell’Istituto Guido Dorso al sindaco di Avellino Paolo Foti.
Una serie di idee pienamente abbracciate dal primo cittadino che ha accolto con viva soddisfazione l’invito dei ragazzi della IV E della scuola: “Ho partecipato con piacere a questa attività di approfondimento, anche perché gli studenti hanno immaginato una prospettiva di sviluppo che si incrocia con le mie idee”. Nello specifico il nucleo industriale potrebbe trasformarsi in una sorta di moderno interporto attraverso la creazione di una zona Expo permanente per un’area coperta recuperabile dalle aziende non più operanti. L’area utile per la realizzazione del progetto potrebbe essere proprio l’ex Isochimica: “Quell’area ha una sola destinazione che è appunto un centro fieristico – dichiara Foti -. Noi abbiamo un patrimonio da sfruttare e avere nella zona industriale una fiera permanente utile a creare scambi commerciali e mostre può aiutare a riprendere in mano le redini dello sviluppo”.
Il sindaco ha inoltre colto l’occasione per aggiornare tutti sullo stato dell’arte della messa in sicurezza del’area: “Siamo ancora alle prese con delle pratiche con l’Asi, poi potremo procedere con l’esproprio e quindi alla bonifica che resta la priorità delle priorità. Tuttavia niente può essere lasciato al caso, perché si tratta di un’operazione delicata a ridosso del centro abitato. In questi giorni ho avuto anche risposte dall’ASL che ha definito i termini per uno screening sulla popolazione di Borgo Ferrovia, prima quella scolastica e poi ai residenti”.
Strettamente correlato al centro fieristico, il ripristino della linea ferroviaria: “In quest’ottica non è possibile far morire la stazione che non solo è utile per la ripresa dell’economia delle industrie che possono usufruire del vantaggio, in termini economici, del trasporto su ferro, ma per gli stessi cittadini. E’ chiaro che su questo punto occorre la convergenza di tutte le comunità irpine, abbandonando l’egoismo e il campanilismo che troppo spesso ha prevalso”.

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