Frigento – Una giornata particolare… Quando arriviamo, Carlo sta inchiodando delle assi di legno per tirare su un muretto. Carlo Petrella è una persona che va contro ogni stereotipo. E’ il responsabile del settore tossicodipendenze della Regione Campania, ma quando è a casa sua con i suoi ragazzi, non si direbbe di incontrare un dirigente, ma un operaio, un volontario qualsiasi. Questa è la sua forza. Non ci sono scalini, o piedistalli, tra lui e quelli che hanno “il problema”, come loro stessi dicono. Non è stato il caso ad averci portato qui. La Consulta per la prevenzione ed il recupero del disagio giovanile e delle tossicodipendenze di Frigento ha pensato a questa giornata come tappa delle sue attività che da alcuni mesi sta svolgendo all’interno del comune ufitano. Purtroppo le dimensioni della tossicodipendenza sta assumendo grandezze inimmaginabili. Grottaminarda, Sturno e Frigento hanno percentuali di uso di stupefacenti pari a quelle di Secondigliano e Scampia, dove c’è un vero mercato delle droghe. Ad incappare nel “problema” sono quasi sempre i giovani. Che fare? Intanto abbiamo condiviso una giornata con una decina di persone, per la verità l’età media non è proprio bassa, ma ci spiegano che il percorso alternativo, come l’ha pensato Carlo Petrella quando ha fondato la Locanda del Gigante, non è sostenibile da tutti. Ci vuole una grande forza di volontà. Ci vuole la forza interiore di risollevarsi e cambiare sé stessi, senza poter cancellare il proprio passato. Ci vuole la possibilità di provarci. Molti di loro hanno mogli e figli che nel fine settimana vanno a trovarli. Ci sono pure persone agli arresti domiciliari. E’ la loro alternativa al carcere, quindi, seppur forzati, non possono sbagliare. Tra noi ci sono molti ragazzi. Dopo un pranzo spartano, ma gustoso, Carlo li chiama a raccolta e spende una mezz’oretta a parlare con loro. La fertile terra di Acerra ha il compito di produrre verdure e anche quello più difficile di riportare la persona col “problema” a un accettabile rispetto di sé stesso e degli altri. Sembra quasi che la dignità vada scavata mentre si prepara per la semina di altre colture dopo il raccolto dei carciofi. Sulla via del ritorno il bus costeggia il cosiddetto Vesuvio buono. Il nuovo centro commerciale progettato da Renzo Piano è un nuovo luogo in cui stipare uomini e donne, indurli a spendere, a camuffarsi e nascondersi in mezzo alla gente. Forse avremmo bisogno anche di spazi dove essere noi stessi, coi nostri momenti bui, magari avere la possibilità di avere qualcuno che abbia il coraggio di starci vicino. Carlo fa così.