
E’ uno di quelli che non sarà mai dimenticato da chi segue con passione e con amore l’Avellino, da chi in questi giorni vive il terrore di una storia che potrebbe bruscamente interrompersi, uno di quelli che con le sue giocate ha incantato il pubblico del Partenio, ha riportato l’Irpinia pallonara nell’olimpo risollevandola dalle ceneri della bassaclassifica. Salvatore Fresta non vuole assolutamente pensare ad un crollo verticale. Colui che ad ogni chiamata del lupo ha risposto presente, come il miglior figliol prodigo, non vuole vedere scomparire, come fosse spazzata dal vento, quella casacca che ha indossato con onore dal ’93 al ’95, prima di rivestirla due anni dopo e ritornare nella stagione 2001-2002: “L’Avellino non può e non deve morire”. Sono queste le parole di un preoccupato e dispiaciuto ex attaccante dei lupi. Legatissimo alla piazza irpina, la maglia biancoverde l’ha praticamente cucita addosso e nonostante gli anni siano trascorsi l’amore resta indissolubile. Avellino non è una città qualunque per lui. E lui, per chi ama i colori biancoverdi, non è uno dei tanti. “Mi spiace– dichiara il 40enne romano- .Questa è la piazza che calcisticamente mi ha adottato come professionista e come uomo. Ho vissuto con questi colori momenti eccezionali come la promozione del 95 (dove con un goal nella semifinale d’andata contro il Siracusa spianò la strada verso la cadetteria, ndr) e anche quelli di maggiore sofferenza negli anni successivi. E nel corso delle mie varie avventure al Partenio posso dire che una cosa è rimasta sempre la stessa: il pubblico. La passione della gente non è stata mai scalfita. I tifosi hanno sempre dato il loro sostegno alla squadra, non meritano assolutamente questo. La gente, pur non frequentando lo stadio, non fa altro che parlare dell’Avellino, tutti ‘malati’ del lupo. Voglio troppo bene ad Avellino e alla sua gente per vedere scomparire la squadra. Il calcio, se non è tutto, lo è quasi”.
Tu hai avuto modo di lavorare con Antonio Sibilia. E’ ormai noto che Cosimo Sibilia in questi giorni ha preso un impegno concreto per intercedere verso il presidente della Lega Macalli, provando ad ottenere una deroga e salvare il club dal baratro…
“Spero che riesca a fare qualcosa, la famiglia Sibilia ha sempre voluto bene all’US Avellino. Mi auguro che Cosimo, anche con l’aiuto del padre, riesca in questa impresa. Non credo che con un problema del genere altri siano in grado si salvare la nave”.
Il tempo stringe e la situazione non sembra essere delle più facili…
“Il calcio sta vivendo un momento di fortissima crisi, i problemi non riguardano solo questa società, ma tante altre. Ripeto, la famiglia Sibilia è attaccata a questa maglia. So quanto ci tengono e spero che, con l’aiuto di altra gente che vuole vedere ancora splendere la stella dell’Avellino, facciano proseguire questa storia”. (di Sabino Giannattasio)