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L’intervento, che ha interessato diverse province della Regione Campania ed ha visto l’impiego di oltre 100 militari, si è concretizzato nell’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare (7 notificate in carcere e 4 agli arresti domiciliari) e nel sequestro di 5 aziende di prodotti petroliferi in provincia di Napoli e 5 aziende floro-vivaistiche in provincia di Salerno (necessarie per la “copertura” della destinazione ad uso agricolo del carburante).
Il capo di accusa è associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di oli minerali, falso e truffa ai danni dello Stato.
Bloccata l’attività di 5 distributori stradali: oltre a 3 esercizi del napoletano, per quanto riguarda la nostra provincia, la collaborazione da sempre in essere fra i Reparti del Corpo ha visto l’attenzione delle Fiamme Gialle indirizzata nei confronti di 2 distributori, uno in via Due Principati ad Avellino ed un altro a Pratola Serra, entrambi oggetto di sequestro. Le indagini hanno accertato operazioni in contrabbando di gasolio per oltre 14milioni di litri con un danno all’erario quantificato in 7milioni e 300mila euro.
Per poter acquistare il gasolio di contrabbando i distributori in questione hanno dovuto escogitare un particolare “sistema truffaldino” per non far risultare le forniture ricevute atteso che gli stessi sono dotati per legge di misuratori fiscali sulle colonnine (contalitri) attraverso i quali conteggiare il prodotto erogato.
L’escamotage al quale si fa riferimento ha previsto la partecipazione alla frode di un “manutentore specializzato” – anche lui tratto in arresto – il quale potendo disporrei “tenaglie ufficiali” con cui spiombare e poi ripiombare le colonnine, si rendeva disponibile ad “arretrare” i contatori per consentire ai gestori degli impianti di acquistare e rivendere gasolio in nero senza lasciarne alcuna traccia nei misuratori.