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Franco D’Ercole lancia la campagna d’autunno

Avellino – Il capo dell’opposizione in consiglio regionale, Francesco D’Ercole, con una lunga intervista apparsa sul sito www.capodellopposizione.it, lancia la campagna d’autunno e chiama il centrodestra a raccolta “Con Bassolino e questo centrosinistra non è più possibile andare avanti” sottolinea, ribadendo l’esigenza di “innalzare il livello di scontro, perché la Campania non può più attendere”.

L’intervista
I nodi della politica campana sembrano aggrovigliarsi sempre di più attorno ad Antonio Bassolino. L’urgenza della sua uscita di scena; i suoi tentativi di recuperare credibilità, cercando di accreditarsi meriti che non ha, approfittando del fatto che, per dovere istituzionale e per rispetto degli impegni assunti con gli elettori della regione, il Governo Berlusconi, sin dal suo primo insediamento si è dedicato alla soluzione dei guasti da lui prodotti alla Campania a cominciare da quello dell’emergenza rifiuti; i suoi atteggiamenti – per altro obbligati dal ruolo istituzionale rivestito .- di disponibilità verso il Governo, lo hanno riportato al centro di un dibattito politico, al quale, ad un certo momento, sembrava essere ormai estraneo. Il che ha finito per generare una serie di illazioni e polemiche, nel centrodestra come nel centrosinistra, circa la nascita di un presunto asse preferenziale fra il premier ed il governatore. Di conseguenza, pur non essendo ancora certo quando si deciderà ad andar via e, quindi, quando sarà possibile tornare a votare, tanto nell’uno come nell’altro schieramento politico è cominciata la corsa alla designazione del suo successore. Sicché, soprattutto i giorni ferragostani sono scivolati via, all’insegna di un sempre più gridato totonomine che ha finito per mettere la sordina alle questioni che interessano più da vicino la Campania e la sua gente.
“Certo può anche apparire paradossale che di fronte ai tantissimi problemi che affliggono la Campania , noi si continui a correre dietro i nomi del possibile successore di Bassolino. Ma non dimentichiamo che se la situazione in cui versa la Campania è quella che è, la responsabilità è solamente sua e fino a quando a Santa Lucia continueranno ad imperare lui e questo centrosinistra, diviso su tutto ed anche sul contrario di tutto, sarà difficile, se non addirittura impossibile, far rimettere in moto la Campania e far ripartire il processo di crescita della Regione. Quindi, Bassolino e la sua pseudo-simil-finta maggioranza devono andarsene immediatamente e consentire ai campani di scegliersi finalmente una nuova guida. La Campania ha impellenza di ripartire e con loro al governo non è possibile”.
Si, ma mentre il centrodestra regionale, continua a sostenere l’esigenza che Bassolino vada via, il governo Berlusconi, continua – non solo a collaborare con lui, per la soluzione dei guasti da lui causati – ma a moltiplicare le sue presenze a Napoli e le occasioni di incontro con il governatore.
“Vero, ma cosa avrebbe dovuto fare? Abbandonare la Campania al proprio destino, lasciandola affogare nei rifiuti, nel degrado, nei ritardi e nelle sue manchevolezze, fino a quando Bassolino non se ne fosse andato? Impensabile! In fondo, Roma sta facendo il proprio dovere. Piuttosto, sarebbe il caso che qualcuno facesse notare, vista la velocità con la quale Berlusconi è riuscito a liberare le nostre strade dalle montagne di spazzatura, come il centrodestra abbia fatto in appena 51 giorni, ciò che il centrosinistra non ha saputo fare in oltre dieci anni, nonostante sperperi e sprechi inenarrabili. Anche per evitare la trappola del centrosinistra che, fingendo di non rendersi conto che al governatore non resta altra strada che quella di collaborare con il governo, nell’accusarlo di “collaborazionismo” e parlando di regione sotto tutela del Pdl, vorrebbe tentare per il futuro di coinvolgere il centrodestra in responsabilità che sono e restano soltanto sue, per tutto quanto non è stato fatto e che non sarà, purtroppo, possibile fare per recuperare i ritardi di Bassolino & c”.
Intanto, come papabile candidato governatore per il centrodestra, si fanno i nomi di imprenditori di primo piano quali l’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato o il re delle cravatte, Marinella.
“Indubbiamente si tratta di nomi di tutto rispetto ed in grado di offrire un contributo notevole al rilancio della Campania, ma personalmente ritengo che – semmai in politica, esso sia mai esistito – il tempo dell’uomo solo al comando, sia ormai finito. Oggi, soprattutto nelle condizioni in cui Bassolino ed il centrosinistra hanno ridotto la Campania , per vincere ci vogliono tre ingredienti: un programma ambizioso, ma fattibile; un candidato capace di rappresentarlo al meglio ed una squadra determinata a realizzarlo. Un gruppo che possa fare affidamento su un giusto mix di capacità ed esperienza politico-amministrativa ed intraprendenza e determinazione imprenditoriale e che, soprattutto, abbia le idee chiare su cosa fare e come farlo. Per questo gli uomini in grado e disposti a farlo non ci mancano”.
Nel frattempo che si arrivi alle nuove elezioni, però, non si può restare immobili aspettando che “…giorno verrrà”, vogliamo provare ad indicare quale sarà la strategia del centrodestra?
“Intanto continueremo ad elevare il livello di scontro istituzionale, per cercare di accelerare l’uscita di scena di Bassolino e di una coalizione, quella di centrosinistra, che pur non essendo mai apparsa particolarmente coesa e compatta, oggi si appalesa sempre più come un’armata Brancaleone, i cui alfieri s’incontrano e si scontrano a seconda delle convenienze dei singoli in relazione agli argomenti in discussione. Tant’è che se, in due anni e mezzo sono state approvate soltanto 45 leggi – solo 15 delle quali interessano in qualche modo la comunità regionale, mentre 30 ruotano tutte attorno alle questioni del bilancio – dall’inizio del 2008 ad oggi, ne sono state licenziate appena 7, ma solo 1 di interesse generale e che tra l’altro è soltanto la modifica di una legge precedente in materia di rifiuti. In queste condizioni è obiettivamente inaccettabile andare avanti. La Campania e la sua gente meritano decisamente di più”.
Conseguenza di tutto questo?
“Facile immaginarlo. Purtroppo, questa mancanza di compattezza, spessissimo arrivata a livelli esasperati, unita alla pochezza di idee forti, veramente capaci d’innescare il circuito virtuoso dello sviluppo regionale, sommandosi all’incapacità amministrativa che è stata la caratteristica peculiare degli anni di governo bassoliniano, non ha prodotto che guasti per la Regione Campania. Guasti che, se hanno raggiunto il “top” dell’evidenza con l’emergenza rifiuti hanno causato il fallimento sia dal punto di vista finanziario che qualitativo della sanità. Un comparto nel quale alla crescita della debitoria, corrisponde il costante depauperamento della qualità del servizio e questo, nonostante, le eccellenze professionali sulle quali pure si potrebbe fare affidamento; la crescita esponenziale degli sprechi in consulenze inutili, dal punto di vista dei risultati, ma indispensabili per accontentare gli amici, conservare ed accrescere il consenso. Il tutto, naturalmente, con conseguenze devastanti per le casse regionali, sottoposte a veri e propri salassi, coperti con l’accensione di mutui, prima, la loro rimodulazione e successivo allungamento della scadenza, poi, finendo, così, per moltiplicarne l’ammontare e scaricarli tutti sulle future generazioni, almeno fino al 2040. Per il momento, ovviamente. Tutto questo, peraltro, lasciando nel cassetto e senza darle attuazione, per mancanza dei finanziamenti necessari leggi importantissime che hanno già ottenuto il via libera dell’aula”.
Cosa ci sarà da fare allora alla ripresa?
“Intanto, bisognerà provvedere ad approvare nel più breve tempo possibile, entro settembre o l’inizio di ottobre: la legge di riordino delle Comunità Montane, indispensabili per ridurne i costi e valorizzarne la presenza; la legge sui consorzi di bonifica, per poter rimettere immediatamente in moto i processi di risanamento dei siti inquinati; quella sui Confidi regionali per offrire il massimo sostegno alle imprese campane e quindi allo sviluppo regionale normative importantissime per aiutare la Campania ad uscire dal tunnel della crisi, ma sulle quali all’interno del centrosinistra non sembra esserci molta unanimità. A strettissimi giro di posta, bisognerà, inoltre, provvedere all’approvazione in seconda lettura e quindi definitiva dello Statuto regionale, per dare maggiore equilibrio ai rapporti fra la Giunta ed il Consiglio, e fra gli elettori ed i propri rappresentanti. ma prima di questa l’approvazione della nuova legge elettorale, per il Consiglio Regionale, con l’eliminazione del listino e l’assegnazione del premio di maggioranza attingendo nelle liste provinciali. Il che consentirà all’assemblea di essere composta solo da consiglieri che si sono sottoposti al giudizio degli elettori. Poi, subito dopo, bisognerà tornare alle urne, per dare alla Campania un nuovo e più funzionale governo regionale, perché è questa la strada obbligata per ridare fiato alle trombe delle nostra Regione”.

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