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Frana di Montaguto, al via le perizie

Montaguto – Dopo mesi di incontri, confronti e polemiche qualcosa si muove… da questa mattina a Montaguto prenderanno il via le perizie del Genio Civile, investito dalla Regione Campania, finalizzate alla valutazione della possibilità di realizzare una bretella alternativa all’arteria investita dalla frana. Insomma, si smuovono le acque e sembra che oggi realmente i danni ed i disagi causati dallo smottamento franoso siano al centro dell’attenzione delle Istituzioni. Al Genio Civile si affiancherà l’Anas che avrà il compito di provvedere ad una idonea segnaletica e a tenere sotto stretta osservazione il tratto della Strada Statale 90 Delle Puglie travolta da fanghiglia e detriti a tal punto che è stata interdetta alla circolazione sia in direzione Foggia che Napoli. Questi in sintesi i primi passi in avanti che da oggi si compiranno per Montaguto secondo il cronoprogramma sottoscritto a Palazzo Santa Lucia tra Regione, Provincia, Anas, Rfi, Genio Civile e Comune di Montaguto. Inoltre, l’Ente di Piazza Libertà, soggetto attuatore del progetto, avrà l’onere di certificare la messa in sicurezza della strada che da Savignano Irpino percorre l’intero tratto interessato dal movimento franoso ma anche di realizzare ulteriori accertamenti con l’obiettivo preciso di individuare gli interventi considerati di somma urgenza. Le Ferrovie dello Stato invece, l’incombenza di valutare un progetto di fattibilità per lo spostamento della rete ferroviaria che attraversa il territorio. Ed il comune di Montaguto? La Giunta, guidata dal primo cittadino Giuseppe Andreano, dovrà individuare le aree più appropriate per contenere lo sversamento dei residui fangosi che verranno rimossi nell’epicentro della frana. Insomma dal 12 luglio, giorno della dichiarazione del Consiglio dei Ministri dello stato di emergenza, e dallo stanziamento di 2milioni e mezzo di euro per avviare i primi interventi di messa in sicurezza e per il ripristino delle infrastrutture danneggiate, oggi finalmente le richieste di aiuto della popolazione della Valle del Cervaro sono state ascoltate ed ora non resta che attendere l’avvio dei lavori con l’auspicio che la nostra terra non possa più essere colpita così gravemente da un evento naturale quale è stato lo smottamento franoso.

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