FP Cgil – Crisi Comune: “Un tiro alla fune ma restano i problemi”

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Avellino – Il “tiro alla fune” che nelle ultime settimane si è giocato al Comune di Avellino “ha avuto come controparti – è il punto di vista di Luigi Mauro, segretario provinciale Funzione Pubblica CGIL – solo e soltanto i partiti che compongono la sua stessa maggioranza, ma vittime siamo tutti: cittadini e lavoratori dell’amministrazione comunale. Non è stata una sana tensione tra idee o proposte concorrenti sul miglior modo di gestire e amministrare una municipalità. Non è stato un confronto su di un ventaglio di scelte da operare a favore della cittadinanza con il contributo della stessa cittadinanza. Non si è mai parlato di riorganizzare i servizi e disporre al meglio delle professionalità interne, eliminando lo spettro della precarietà, avendo come stella polare la qualità interna del lavoro ed esterna dei servizi”. Numerose, tra le altre cose, sono le vertenze che vedono l’amministrazione controparte dei vari Comitati dei cittadini e delle forze sociali e sindacali (ICI, tunnel, parcheggi, raccolta rifiuti, regolamentazione dei tempi e dei flussi stradali della città, grandi opere, Fenestrelle, tra gli altri numerosissimi) “… senza che mai la Giunta abbia deciso con il buonsenso e con la partecipazione ragionata di tutti coloro che dalle scelte comunali sono stati purtroppo fortemente penalizzati: proprietari di alloggi popolari, residenti dei centri storici, residenti delle zone periferiche, lavoratori pendolari, LSU, precari, qualità del lavoro, qualità dell’ambiente, giovani, disabili, cittadini e così via. Nessuno mai ha pensato di proporre una soluzione anziché un’altra seguendo il principio di qualità, di partecipazione o di maggior tutela dei cittadini o dei lavoratori”. Da questa presa d’atto, l’amarezza espressa dal sindacato. Domani, inoltre, gli LSU del Comune dopo due mesi di sciopero torneranno in servizio. “Stanchi e delusi. Sessanta giorni di proteste nei confronti di un’amministrazione sorda e indifferente. Tornano al lavoro perché devono pur vivere e di aria non si campa. Tornano in servizio nell’oblio dell’opinione pubblica, che forse li ha anche considerati dei ‘fannulloni’ e noiosi con le loro rivendicazioni. Ma quanti tra i cittadini del Comune di Avellino sanno cosa sia un LSU? Quanti sospettano che la sbandierata e salvifica esternalizzazione di alcuni servizi (e chissà perché solo di alcuni servizi) annunciata dal sindaco costerebbe alla cittadinanza più che non regolarizzare LSU e precari per garantire le stesse attività? Perché il sindaco non ha accettato la soluzione dell’assessore regionale Gabriele, che ha garantito un milione e 300mila euro per accompagnare in tre anni la stabilizzazione degli LSU? Ha mai il Sindaco presentato il vero piano economico-finanziario? La Funzione Pubblica di Avellino ha proposto una soluzione globale del problema di tutti i lavoratori (LSU, precari e storici) del Comune di Avellino, perché è da tempo che ribadiamo la nostra assoluta e irremovibile contrarietà ad ogni forma di precarizzazione del lavoro e di esternalizzazione delle attività pubbliche. Ma i costi della politica, evidentemente, impediscono ogni ragionamento ed ogni soluzione che tuteli i diritti dei lavoratori e della cittadinanza di avere qualità nei servizi. Così, non è stato completato il percorso di riorganizzazione dei servizi e, quindi, del lavoro, laddove si poteva includere l’attività oggi svolta dai precari e dagli LSU. I sindacati non vogliono e non devono occuparsi della politica. Ma devono aiutare lavoratori e cittadini, anche solo a rendersi consapevoli di ciò che accade, perché indifferenza e disinformazione hanno alimentato la crisi della politica, aumentandone i costi a discapito della civiltà”.

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