![]()
Perugia-Avellino 0-0
Perugia (3-5-2): Provedel; Flores, Goldaniga, Rossi; Crescenzi, Nicco (10′ st Fazzi), Taddei, Verre, Lo Porto (25′ st Parigini); Perea, Falcinelli.
A disp: Koprivec, Lignani, Del Prete, Rabusic, Giacomazzi, Zebli, Vinicius.
All.: Andrea Camplone
Avellino (3-5-2): Gomis; Pisacane, Vergara, Chiosa; Bittante, Arini, Angeli (25′ st Filkor), Kone, Zito (1′ st Regoli); Castaldo, Arrighini (35′ st Soumarè).
A disp.: Frattali, Petricciuolo, Fabbro, Pozzebon, D’Angelo, Comi.
All.: Massimo Rastelli
Arbitro: Federico La Penna della sezione di Roma 1
Guardalinee: Stefano Alassio della sezione di Imperia e Maurizio De Troia della sezione di Termoli.
Note: al 45′ st Gomis (A) para un calcio di rigore a Taddei (P); espulso al 44′ st Filkor (A) per somma di ammonizioni; ammonito Perea (P) al 32′ st; al 25′ pt Camplone (P) allontanato dalla panchina per proteste; angoli 1-6; recuperi 1′ pt e 3′ st.
Perugia e Avellino si ritrovano a distanza di un anno e mezzo da quell’1-1 che consentì ai biancoverdi di compiere un piccolo ma significativo passo verso la promozione in cadetteria. Per l’occasione, l’emergenza accomuna le due squadre, in emergenza a causa di squalifiche ed infortuni.
Rastelli deve fare a meno di Ely, Visconti e Schiavon, ma non tradisce l’idea di base del 3-5-2. La difesa è quella annunciata con Pisacane, Vergara ed Chiosa. In mediana con Kone e Arini chance dall’inizio per il belga Arnor Angeli al posto di capitan D’Angelo, sulla destra Bittante si riprende il posto da titolare a spese di Regoli, Zito torna a fare l’esterno sinistro. Confermata la coppia d’attacco Castaldo-Arrighini.
Due le novità invece nel Perugia rispetto alle premesse della vigilia. Sulla fascia mancina del 3-5-2 infatti Camplone schiera il baby Lo Porto in luogo di Vinicius. In mezzo al campo invece Nicco vince il ballottaggio con Fazzi. La coppia d’attacco è Perea-Falcinelli, con quest’ultimo che torna titolare.
Al “Renato Curi” si gioca davanti ad oltre 10mila spettatori, di cui 400 provenienti dall’Irpinia.
Primo tempo. Avvio di gara equilibrato al “Curi”. L’Avellino gioca d’attesa, subendo lo sterile predominio territoriale dei padroni di casa. Dopo pochi minuti Rastelli ordina il cambio di disposizione a centrocampo: Angeli, inizialmente schierato come regista, scala a sinistra per favorire il piazzamento di Kone davanti alla difesa.
La prima occasione è di marca perugina al 18′: Perea scambia con Taddei per vie centrali e dai 25 metri esplode il destro che Gomis alza sopra la traversa con un gran colpo di reni. Dopo tre minuti prova ad emularlo Taddei che però spara alto.
L’Avellino esce dal guscio al 24′ con uno scambio tra Angeli e Arrighini sulla sinistra, l’ex Pontedera fugge via e va al cross troppo lungo per Castaldo. Al termine dell’azione Camplone protesta per un precedente contatto tra Zito e Perea e viene espulso dall’arbitro su segnalazione del quarto uomo Candussio.
Passano i minuti e la squadra di Rastelli guadagna metri con fraseggi rapidi a centrocampo che mettono in crisi il Perugia. Ai lupi però manca la stoccata negli ultimi metri come nel finale di tempo, al 41′, quando Kone rilancia in avanti per Castaldo che al limite serve in profondità Arrighini, il quale a sua volta non ha lo spazio per il diagonale e finisce per incartarsi consentendo alla difesa di casa di recuperare.
La gara si trascina via fino al 45′ sul punteggio di 0-0. Emozioni col contagocce al “Curi”, dove l’Avellino ha disputato un discreto primo tempo senza subire l’avversario.
Secondo tempo. La ripresa si apre con una mossa di Rastelli dalla panchina. Entra infatti Regoli che sostituisce Zito: il laterale toscano si posizione sulla destra con Bittante dirottato a sinistra.
Al ritorno in campo, l’Avellino continua sulla stessa falsariga della prima frazione, ma le occasioni latitano dalle parti di Provedel.
Neanche i padroni di casa riescono a sfondare e allora Camplone ordina l’inserimento di Parigini, alzando così il baricentro del 3-5-2 sulla fascia destra.
Rastelli invece fa esordire Filkor al posto di Angeli per tentare di vivacizzare la manovra a centrocampo. È proprio l’ungherese a rendersi protagonista in negativo nel finale prima sbagliando a servire in contropiede Castaldo e poi commettendo il fallo in area su Perea. Secondo giallo in pochi minuti ed espulsione per lui, dal dischetto va Taddei sul quale Gomis si supera murandogli la conclusione alla sua destra.
L’intuizione del portiere di origini senegalesi salva l’Avellino da un ko immeritato alla luce dell’equilibrio e per larghi tratti della noia che ha caratterizzato il match. Arriva così il secondo pareggio consecutivo che consente a Castaldo e compagni di continuare a stazionare nella zona medio-alta della classifica.