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Pescara-Avellino 0-0
Pescara (4-4-2): Aresti; Cosic (17’ st Vitturini), Pesoli, Salamon, Bunoza (6’ pt Zampano); Politano, Memushaj, Appelt, Bjarnason (35’ st Da Silva); Melchiorri, Maniero.
A disp.: Fiorillo, Zuparic, Sowe, Selasi, Pasquato, Torreira, Vitturini.
All.: Marco Baroni.
Avellino (3-5-2): Gomis (42’ pt Frattali); Vergara, Ely, Chiosa; Pisacane, D’Angelo, Kone, Schiavon, Zito; Castaldo, Comi (13’ st Arrighini).
A disp.: Petricciuolo, Arini, Fabbro, Pozzebon, Visconti, Soumarè, Angeli.
All.: Massimo Rastelli
Arbitro: Francesco Paolo Saia della sezione di Palermo
Guardalinee: Emanuele Prenna della sezione di Molfetta e Tarcisio Villa della sezione di Rimini.
Note: spettatori 6001 per un incasso di 35.627 euro; espulso Ely (A) al 18’ st e Salamon (P) al 49’ st; ammoniti al 4’ pt Schiavon (A), al 12’ pt Melchiorri (P), al 32’ pt D’Angelo (A), al 13’ st Pesoli (P), 43’ st Appelt (P); angoli 5-2; recupero 5’ pt e 4’ st.
L’Avellino cambia volto per cercare una via d’uscita dal tunnel buio e stretto in cui è entrato nelle ultime quattro partite. Rastelli sceglie il 3-5-2 con Pisacane avanzato a destra a centrocampo in luogo di Petricciuolo e Schiavon nel suo consueto ruolo di interno sinistro. In avanti il duo collaudato Castaldo-Comi.
Due le variazioni rispetto alle attese per il Pescara che rinuncia a Vitturini e e Zuparic. Nel 4-4-2 di Baroni a destra in difesa gioca Cosic, mentre accanto al rientrante Memushaj a centrocampo Appelt Pires viene preferito a Zuparic. Le bocche di fuoco biancazzurre sono Melchiorri e Maniero. Gremito il settore ospiti destinato ai tifosi biancoverdi. Sciopero del tifo invece da parte dei sostenitori di casa nel cuore della curva.
Primo tempo. Subito un giallo in avvio per l’Avellino. Schiavon nel tentativo di calciare in area viene anticipato da Bunoza che ne fa le spese con un calcione in pieno volto. Il centrocampista dei lupi viene ammonito, mentre l’esterno bosniaco deve uscire dal campo sostituito da Zampano. Nel complesso però la squadra di Rastelli è abbastanza nervosa nei primi istanti di gioco del match con numerosi falli soprattutto a centrocampo.
Al 12’ episodio molto dubbio in area di rigore biancoverde. Melchiorri si beve tutta la difesa in slalom, entra in contatto con Ely in area: per l’arbitro è simulazione dell’attaccante ex Maceratese che viene ammonito. Graziato nell’occasione il difensore italo-brasiliano che si era fatto bruciare dall’accelerazione del diretto avversario.
La partita sale di torno e al 18’ è botta e risposta. La squadra di Rastelli sbanda ancora con Schiavon che alleggerisce nella terra di nessuno, Maniero si invola in area ma temporeggia troppo e la difesa biancoverde spazza. Sul ribaltamento di fronte Castaldo va al tiro dal limite, la palla esce di poco alla destra di Aresti.
Raffreddatisi gli animi e le trame di gioco propositive, la gara si concentra essenzialmente a centrocampo con le due squadre che non riescono a rendersi particolarmente pericolose.
Bisogna attendere dopo la mezz’ora per annotare un tiro in porta. E’ di Appelt, che prende la mira dai 25 metri decentrato sulla sinistra, sfera pizzicata da un difensore dell’Avellino e che si abbassa improvvisamente lambendo il montante a Gomis battuto. Il portierone biancoverde rimane contuso al costato nella mischia sul corner successivo e deve abbandonare il terreno di gioco sostituito da Frattali.
I restanti minuti scivolano via verso il tunnel degli spogliatoi per l’intervallo che registra uno scialbo 0-0 con tanto agonismo e poche emozioni.
Secondo tempo. I ritmi non cambiano al ritorno in campo. Il Pescara prova ad incidere alzando il baricentro con Bjarnason che gioca praticamente sulla linea degli attaccanti.
I padroni di casa detengono il pallino di gioco, si scoprono alla ricerca del vantaggio e allora Rastelli inserisce un attaccante più funzionale alle ripartenze come Arrighini, che rimpiazza un opaco Comi.
Ci si mette Ely però a rovinare i piani di Rastelli falciando da tergo a centrocampo Melchiorri. L’arbitro non ha dubbi e punisce l’intervento del difensore direttamente sulle gambe dell’avversario con il rosso diretto. Per lui si tratta della terza espulsione stagionale dopo quelle rimediate con Spezia e Lanciano.
Al 26’ la prima vera occasione della ripresa e a crearla è l’Avellino con Castaldo che controlla in area un cross di Schiavon e appoggia per la botta di D’Angelo che però spedisce abbondantemente a lato dal limite.
La replica pescarese non si fa attendere dopo due giri di lancette: su uno spiovente proveniente dalla destra, Maniero difende la palla e spalle alla porta dal limite si inventa un’acrobazia che Frattali è bravo a neutralizzare con un guizzo sotto la traversa. Prodezza del portiere di riserva biancoverde, che nega la gioia del nono centro in campionato al bomber abruzzese.
Nel recupero l’espulsione di Salamon (fallo a centrocampo su D’Angelo) riporta in parità numerica il match. E’ l’ultima delle scarse emozioni all’ “Adriatico”.
L’Avellino rimedia un pari d’oro in dieci uomini e si rimette in carreggiata dopo il ko interno con il Crotone.
(dall’inviato a Pescara Claudio De Vito)