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Avellino – “Per vincere il Partito Democratico ha bisogno di una personalità che è in grado di spostare voti e in questo momento credo che Matteo Renzi abbia più chance di tutti”. Il tema centrale della Festa dell’Unità è stato senz’altro il congresso, così anche Antonio Bassolino, protagonista dell’incontro di questo pomeriggio, è entrato nel pieno del dibattito sul futuro del centro-sinistra.
L’ex Governatore della Campania, al di là di tutte le polemiche che hanno salutato la fine della sua legislatura alla Regione, è abituato a vincere e non si rassegna a vedere il Pd inscritto tra i partiti dei perdenti. “Ritengo sia stato un grosso errore non soffermarsi sui risultati elettorali, perché andava aperta una riflessione sulle cause che hanno portato alla sconfitta. Mentre il Pd calava nei sondaggi, il Pdl riconquistava voti. In questo quadro Grillo “saltava” tra lo strumento più moderno, la rete, e quello più tradizionale, il rapporto diretto con la gente”. Secondo Bassolino, accantonate le primarie, si sono ignorati dei segnali evidenti e si è caduti nell’errore di rimuovere la discussione politica: “Così – aggiunge – proprio quel giorno che Bersani vinceva, nel massimo della nostra espansione, iniziava la nostra discesa. Tanto le primarie erano state aperte al dialogo, tanto le elezioni erano state chiuse”.
Individuato il vero tallone d’Achille del centro-sinistra, alla luce anche degli ultimi sondaggi che vedono il Pd come seconda forza politica, con un distacco di quasi cinque punti percentuali dal Pdl, la corsa verso la segreteria non deve essere occasione di litigio, ma motivo di confronto. “Se vogliamo essere all’altezza dei tempi e se vogliamo vincere per dare una prospettiva al Paese – spiega Bassolino – dobbiamo scegliere dei candidati autorevoli che sappiano portare a compimento il progetto del Pd che ad oggi resta incompiuto. Ora è tempo di rilancio, il compito del congresso è questo, costruire insieme un Pd rinnovato che guardi avanti, un congresso che non includa solo gli iscritti ma che sia il più aperto possibile. Deve essere un evento politico che guarda al Paese”.
(di Rosa Iandiorio)