FOTO E VIDEO / Montoro, il virus corre. Ma il sindaco non blinda il paese. “Contagi di tipo familiare, no a decisioni d’istinto”

0
14

Alfredo Picariello – “Guerra” senza esclusione di colpi al covid-19. A dichiararla il Comune di Montoro che sta procedendo ad uno screening di massa su tutto il territorio. Nel corso dell’ultima settimana, quattro i drive-in effettuati d’intesa con l’Asl di Avellino. Tamponi per oltre 700 persone. Cifre consistenti che spiegherebbero l’alto numero di contagi che si registra nel paese della Valle dell’Irpino.

Montoro, infatti, dopo Avellino, è il paese irpino con il più alto numero di persone che hanno contratto il coronavirus. Ad oggi, si raggiunge quota 190. Altri 120 sono in isolamento domicliare. Otto, purtroppo, i decessi nelle ultime settimane. Dalla scorsa estate, Montoro ha registrato oltre 700 contagi.

“La situazione ovviamente ci preoccupa”, afferma il sindaco Giaquinto, poco prima di celebrare, nell’aula consiliare, una promessa di matrimonio, chiaro segno di speranza nel futuro. “I positivi sono molti ma c’è anche da dire che, da dicembre, stiamo facendo una grande opera di screening preventivo. Noi vogliamo rintracciare i positivi per evitare ulteriori problemi successivi. Quello che abbiamo potuto constatare è che la gran parte del contagio è di tipo familiare”.

 

Dati scientifici che hanno spinto il primo cittadino ad effettuare scelte di tipo diverso rispetto ad altri Comuni che insistono comunque nelle vicinanze di Montoro. Ad esempio Serino o Santa Lucia, dove i sindaci hanno emanato ordinanze che rendono ancor più dura la zona rossa.

“I numeri alti non ci devono indurre a fare scelte d’istinto, dobbiamo governare il territorio con grande razionalità. Dobbiamo adottare scelte consapevoli basate su dati tecnici”, spiega Giaquinto.

“Capisco l’ansia della popolazione ma se dovessi governare assecondando questa tensione, non farei bene il mio dovere. Tutto si deve sempre basare su dati tecnici e scientifici. Non dobbiamo creare ulteriori allarmismi”. Il sindaco, in questo modo, risponde alle sollecitazioni che pure gli erano pervenute, ovvero quelle di adottare misure più restrittive.

“Il contagio non si crea davanti ai bar e non si risponde ad esso chiudendo piazze o altro. Del resto, a Montoro non abbiamo piazze grandi da far presidiare per evitare assembramenti. Il nostro è un comune con 15 frazioni e gli spazi di ritrovo sono molto piccoli. Non c’è bisogno di interventi specifici, ovviamente i controlli ci sono e sono rigidi”.