FOTO – Ciriaco De Mita presenta il suo libro all’Irpinia

0
4

Le immagini dell’incontro
– Ciriaco De Mita chiude il cerchio. Dopo la tappa nelle altre quattro province, l’eurodeputato dell’Udc presenta all’Irpinia il libro “La storia d’Italia non è finita”. C’è gente ad ascoltare.
Un’autobiografia politica in forma di intervista, per raccontare le varie fasi della storia politica italiana. Tanti i ritratti originalmente rivissuti dall’autore: da De Gasperi a Moro, da don Sturzo a Berlinguer.
Nella Sala del centro Noi con Loro c’erano il professore e emerito di storia contemporanea del Suor Orsola, Piero Craveri che ha definito il De Mita pensiero “un democristiano fine e coltivato, con lo sguardo rivolto all’intero sistema politico e al ruolo che ha avuto la Democrazia Cristiana.
La storia degli ultimi 40 anni del nostro Paese è un po’ come una tela di Penelope senza Penelope. De Mita tiene sempre presente nel libro il rapporto tra astratto e concreto, tra obiettivi e azione. La storia non è finita, però sono peggiorate parecchie cose”.
Per il professore Biagio De Giovanni, emerito di filosofia della politica dell’università degli studi di Napoli “La storia d’Italia non è finita” è un libro in cui si intreccia la biografia di un personaggio come De Mita con uno spaccato della storia d’Italia. Viene fuori un’idea di politica da questo libro. De Mita conclude con un’idea sulla comunità e con ‘idea che la politica sia un antidoto alla solitudine. Ricorre inoltre più volte un’attenzione all’irrazionale. Il libro di De Mita ha alla base una grande idea politica ed è molto stimolante nel farci riflettere”. Quando la parola passa all’autore, si svela la natura del lavoro: “Non ho imposto, ho raccontato e il racconto è sull’interlocuzione, non sull’episodio. La storia – spiega De Mita – è un processo complesso e la spiegazione degli eventi non ci fa capire chi ha torto e chi ha ragione. Tuttavia, la storia va letta per le potenzialità che ci è stato concesso di cogliere”. Sul ricambio generazionale in politica, o meglio, sul rinnovamento in senso assoluto, De Mita pensa che “se uno non è nuovo non può fare politica”. Non che sia una questione anagrafica, ma “oggi siamo di fronte alla novità del nulla, a questo si è ridotta la politica”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here