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Forza Italia – Fiore: “Superiamo le piccole incomprensioni”

Forza Italia – Sullo scenario pre-elettorale, in Italia e in Irpinia, sul funzionamento e i progetti di Comune e Provincia, sulle fibrillazioni e gli obiettivi del partito Azzurro parla il consigliere comunale di Piazza del Popolo, Edoardo Fiore.
Obiettivo Politiche, elezioni alle porte. Quali le armi vincenti e i limiti del partito Azzurro e della coalizione di centrodestra in genere?
“Siamo stati penalizzati, come centrodestra, a far capire il grandissimo sforzo che questo Governo ha profuso sul piano degli interventi legislativi ed economici. Molto lavoro svolto, insomma, ma poco diffuso e riconosciuto. Eppure sono state approvate Leggi di enorme portata come la rimodifica dello snellimento della procedura civile o la Legge sulla legittima difesa. E ancora, riforme scolastiche e bancarie. L’intento del Governo era quello di riformare lo Stato e la Società lasciando più soldi in tasca ai cittadini. Ma le congiunture negative dello scenario internazionale ci hanno penalizzato nel raggiungimento pieno dell’obiettivo”.
Dunque la forza del riformismo come tratto distintivo del Governo uscente. Come vede invece il futuro, crede nella nuova formula elettorale?
“Personalmente sono per il maggioritario. E per l’elezione diretta del Premier che così può governare meglio, avere maggiore autonomia di azione e subire poco i condizionamenti che provengono da parte della coalizione”.
Passiamo all’Irpinia, quale l’atmosfera pre-elettorale?
“Subiamo di sicuro la difficoltà del mancato riconoscimento nazionale. Ma col proporzionale si prevede per lo meno lo scenario di una possibile rappresentanza irpina”.
Continuano le fibrillazioni interne in casa Azzurra. Potranno appianarsi a suo giudizio?
“Anche in Forza Italia, come in ogni altro partito, c’è qualche piccola incomprensione che in parte ostacola l’espletamento dell’azione politica piena. A mio giudizio, si tratta di fibrillazioni inutili e destinate a scomparire. Sia Gargani che Sibilia, pare, non sarebbero candidabili. Per cui, come credo avverrà, occorre concentrarsi sul perseguimento di un’unica strada e giungere insieme alla concertazione di una buona e valida proposta”.
Passiamo alla pubblica amministrazione. Come considera l’operato di Comune e Provincia?
“Occorre fare una distinzione. Il Comune è l’Ente di maggiore prossimità al cittadino, risolve problemi concreti e si può dire quotidiani. Per cui, se sbaglia, gli errori sono sotto gli occhi di tutti. La Provincia invece è l’Ente preposto alla programmazione delle politiche dello sviluppo, in un’ottica di lungo periodo. Ma quando qualcosa non funziona, il riscontro non è immediato. A livello comunale, si è appena usciti dall’importante battaglia del Puc. E come partito siamo stati presenti nella otto giorni consiliare e non abbiamo praticato ostruzionismo. Abbiamo sempre tentato di fare il possibile a livello comunale. Qualcosa l’abbiamo ottenuta, qualche altra no. Ma abbiamo sempre fatto il nostro dovere di oppositori”.
La Provincia insieme alla Regione, motore di sviluppo del territorio. Quale la proposta di Fi per una migliore programmazione finalizzata all’occupazione?
“Non si può parlare in due parole di un piano di sviluppo. Ma crediamo che occorra una svolta importante, quella che può suggerire a riguardo la filosofia di Fi. Non guardare all’investimento sul territorio finalizzato alla creazione di posti di lavoro, bensì di imprese produttive tese a produrre profitto. Perché non basta spendere, bisogna investire”. (di Aemme)

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