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Forza Italia e Finanziaria, Vegas: “Manovra contraddittoria”

Avellino – Una Finanziaria che divide e non unisce il Paese. È stato questo il filo conduttore che ha riunito gli azzurri provinciali e regionali e che ha infuocato gli animi dell’affollata sala del Samantha Della Porta. Una Finanziaria “… che va a discapito dei cittadini e dei loro interessi. Che non lascia piangere i ricchi ma senz’altro penalizza i poveri”. Così l’ex sottosegretario del Tesoro del Governo Berlusconi, Giuseppe Vegas, ha sottolineato il ‘vero intento’ della manovra. “La Finanziaria è nata da un approccio ideologico: quello di polemizzare sulle scelte della Cdl considerando la situazione attuale della Nazione peggiore di quella del ’92. Una manovra durissima – da ben 35mila miliardi di euro (seconda a quella di Amato) – che già durante il periodo di programmazione ha immediatamente smentito la sua iniziale natura. Una manovra alimentata da spese clientelari e inutili, che paralizza lo sviluppo economico e si riversa negativamente sulla popolazione. Attuando questa Finanziaria, incentrata prevalentemente su un criterio di redistribuzione, vincerà non l’interesse comunitario ma l’invidia sociale. Il Governo Prodi vuol far pagare i ricchi, vuol danneggiare chi produce, chi punta a livelli di sviluppo ottimali, chi ha un’idea chiara su come fare economia. Questo è il suo maggior limite: siamo di fronte ad uno strumento non costruito sulle ali dello sviluppo, ma sulle basi della redistribuzione. Ma come è possibile distribuire in modo diverso i redditi senza una adeguata produzione? Ecco a cosa non ha pensato il Collegio dei Ministri al momento dell’approvazione. Tagliando fondi alle Regioni e ai piccoli Comuni nessuno ha previsto l’aumento delle tasse locali. Come può trarre beneficio il cittadino se le imposte comunali aumentano anche del 100 per cento? Ad essere maggiormente penalizzati saranno i piccoli e medi imprenditori. Gli agricoltori dovranno pagare più imposte dopo la revisione, gli artigiani dovranno tenere un registro dei clienti e dei fornitori che in realtà contribuirà alla nascita di nuove spese. La sinistra non ha razionalizzato la Finanziaria, segno evidente di questa situazione sono i continui aut aut sul bollo auto, sul Tfr e sul cuneo fiscale”. Un intervento che ha raccolto l’unanime consenso dei forzisti presenti al tavolo: Nicola Cosentino, coordinatore regionale, Antonio De Mizio, coordinatore provinciale, Piero Mastroberardino membro della Giunta di Confindustria, Elio Iannuzzi, docente di Economia presso l’Università degli Studi di Salerno, Luigi Fevola del Dipartimento Economico Forza Italia di Avellino, Pasquale Bruscino coordinatore Piccole Aziende di Napoli, Cosimo Sibilia capogruppo regionale e infine l’europarlamentare Giuseppe Gargani. Tutti concordi “… rispetto ad una Finanziaria che non fa altro che aumentare il deficit di etica pubblica a cui la sinistra assiste quotidianamente”. A rincarare la dose è Nicola Cosentino: “Prodi è venuto meno alle promesse elettorali. In pochi mesi di Governo ha ‘liberato’ altre 67 tasse scatenando l’ira dei sindacati. Ma la concertazione c’è realmente stata oppure vigono ancora le regole arretrate di una sinistra che non pensa a razionalizzare la spesa pubblica? Come si può parlare di redistribuzione del reddito in un momento di crisi acuta?”. Analoga posizione per Luigi Fevola, del Dipartimento Economico azzurro: “E’ una Finanziaria senza anima e senza un preciso disegno. Anzi, a ben pensarci un obiettivo ce l’ha: distruggere chi in questo Paese ha tutte le carte in regola per lavorare alla costruzione di un futuro economico migliore. Le piccole e medie imprese sono ormai quelle maggiormente bersagliate e destinate a chiudere battenti. Ed ancora una volta a rimetterci è il Sud con i suoi ceti deboli sempre più vicini al lastrico”. La parola conclusiva è stata affidata all’europarlamentare Giuseppe Gargani: “L’Italia deve svincolarsi dalla politica dei fannulloni che ci relega come fanalino di coda dell’economia europea. Se lo sviluppo passa attraverso le piccole e medie imprese, maggiormente tartassate dal Governo Prodi, come può esserci una reale crescita?”. (di Marianna Marrazzo)

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