
Avellino – Il commissariamento della Federazione di Forza Italia continua ad alimentare polemiche e dichiarazioni contrastanti. Queste le prime ‘sensazioni’ che si avvertono a seguito della nomina di Marco Milanese, il neo deputato di origini irpine che per ora ha il solo ‘torto’ di aver accettato l’incarico in vista delle prossime e delicate sfide amministrative. Le fibrillazioni sono evidenti attraverso le parole di Generoso Cusano, forzista della prima ora, da sempre vicino alle posizioni di Cosimo Sibilia, che contesta il “metodo con cui si è arrivati alla scelta”. Per Cusano è da intendersi, “un’offesa come se Forza Italia non avesse in Irpinia uomini per governare”. Per l’ex consigliere provinciale di Ariano e attuale assessore nella giunta guidata da Domenico Gambacorta, il giudizio è positivo nei confronti del duo Gargani-Sibilia, “impegnati nella costruzione del partito sul territorio”, e negativo nei confronti di alcuni, tra questi il neo consigliere di Atripalda Lello La Sala, “poco conoscitore delle problematiche del territorio”. Cusano non risparmia neanche Alleanza Nazionale ed in particolare Giulia Cosenza, invitata ad “interessarsi dei problemi del suo partito”. Posizioni più morbide ma sempre di protesta da parte dei rappresentanti dei circoli di Atripalda (Massimiliano Del Mauro), dell’Alta Irpinia (Michele Fonso) e dell’Irno-Solofrano (Emilio Siano) che in una nota consegnata a mano allo staff del responsabile nazionale del partito e coordinatore della fase costituente del Pdl, Denis Verdini, “condannano il metodo della rimozione” dell’uscente Antonio De Mizio. Tra le voci ‘amiche’ da registrare invece quelle dei Giovani di Forza Italia tramite il commissario Maria Elena Pizza, dispiaciuti per De Mizio ma convinti che con Milanese “ci sarà la svolta tanto auspicata per far sentire con maggiore forza le nostre richieste a Roma”. La galassia del partito di Berlusconi allo stato appare disorientata e, nonostante gli attestati di stima nei confronti di Marco Milanese, sollecita risposte e chiarimenti ai vari quesiti sul metodo e sulle alleanze future. Insomma, nessuno attacca il neo commissario né tantomeno Verdini. Sul metodo definito verticistico e destabilizzante per le nuove aggregazioni che si stavano formando sul territorio le insofferenze sono alquanto diffuse anche se sono in molti a ricordare ai contestatori “le posizioni verticistiche” che in passato hanno definito gli assetti dell’attuale classe dirigente. Il caso irpino di Forza Italia d’altronde non è dissimile dagli altri partiti alle prese con divergenze e polemiche che sono all’ordine del giorno sui mass media provinciali. Basti pensare al Pd con le dimissioni e le posizioni dei bassoliniani, all’Udc con le divergenze con alcuni dirigenti, vedi Romei, Angelo D’Amelio e Crescenzo Pratola, a Rifondazione Comunista e al Pdci. Una storia probabilmente figlia della legge elettorale, del tentativo bipolare in cui versa la politica italiana e dell’elite presente all’interno dei partiti che ha sostituito la preferenza con l’indicazione voluta dai vertici centrali. E sono in molti a pensare, al di là delle rimostranze, che al milanese Silvio Berlusconi di Arcore – il più ‘amato’ dagli italiani, politicamente parlando s’intende – in Irpinia subentrerà il concittadino Milanese on. Marco per la conduzione degli azzurri nelle prossime sfide elettorali. (a cura della Redazione Politica)