Forum – Annamaria Carloni: “C’è bisogno di potenziare le quote rosa”

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Moderata, elegante nei gesti, prima donna. E’ Annamaria Carloni candidata al Senato per i Ds. Un riferimento importante per molte donne, in particolare per chi ha conosciuto l’associazione Emily che da anni si batte per il cambiamento democratico e per il rinnovamento dei partiti rendendoli soggetti credibili per il cambiamento. Punto centrale del ragionamento della Carloni, le quote rosa, la parità fra sessi, la cittadinanza delle donne e una politica più efficace per il Welfare. Tanti giornalisti al forum di Inews presieduto da Antonio Porcelli e Gianni Festa – direttore del Corriere dell’Irpinia. In sala l’assessora regionale Rosetta D’Amelio, le donne di Emily Alta Irpinia, Rosanna Repole, Carmelina Chiaradonna, Alfonsina Porciello, la segreteria cittadina della Quercia rappresentata da Gerardo Adiglietti, Enzo Violano, Mirella Giova, Mariagrazia Valentino, Angelo Marciano, e ancora Giulia Giova, la redazione di Irpinianews.
Con lei il dialogo. Il confronto.

I motivi della sua candidatura?
“Nasce dalla decisione di tutto il gruppo dirigente nazionale dei Ds. Ma è stata anche sostenuta dalle donne del mio partito e dall’associazione a me vicina. Il fatto che sia stata promossa unitariamente da tutte le donne diessine non può che crearmi soddisfazione”.
Si parla di lei spesso come donna impegnata: è stata sindacalista, assessora al comune di Bologna,e fondatrice di Emily. Cosa si sente di comunicare alle elettrici e agli elettori?
“Le donne da sempre sono state portatrici di un’azione comune sin dai tempi delle lotte del ’48. E’ vero che erano anni della costruzione dei diritti femminili ma oggi nonostante i diritti acquisiti, come quello al voto, sono solo poche le donne elette al potere e quelle poche elette, hanno posto al centro del proprio mandato la cittadinanza delle stesse. La loro cittadinanza è sempre un tema sghembo, asimmetrico essendo una cittadinanza in bilico. A sessanta anni dal diritto al voto alle donne ancora oggi pochi sono i posizionamenti al potere”.
A causa della nuova Legge Elettorale voluta dalla maggioranza di Governo, Lei è impegnata in una campagna elettorale forsennata come, oserei dire, quella del ’48. Eppure oggi il nuovo sistema ha tolto il diritto di scelta al cittadino.
“Il mio impegno è quello di muovermi come se la legge elettorale non esistesse. Ma ciò non vuol dire dimenticarsi che esiste, che c’è. E’ stata una legge che grava sull’elettorato in aperta sconfessione con il referendum sul maggioritario. Non sarà facile ritornare al vecchio sistema in quanto c’è una spinta trasversale nei due schieramenti. Io sono una convinta bipolarista e maggioritarista. Nel centrosinistra il tema maggioritario resta molto forte ed è per questo che auspico la capacità di costruire una forza unitaria”.
L’Irpinia è da sempre considerata laboratorio politico. In questa terra è nata la prima parte ideologica del centrosinistra. Un processo che continua ancora oggi nella sua evoluzione. Si parla di Ulivo ma Lei come vede lo sviluppo dello stesso?
“E’ uno sviluppo che vede oltre le segreterie dei partiti che devono essere profondamente rinnovati e riformati e formazioni aperte. Ci sono giovani e donne che non trovando spazio nei partiti si sono allontanati ed hanno dato vita ad associazioni. Il partito deve essere aggregazione unitaria di nuove forze”.
Con il centrosinistra abbiamo qualcosa di nuovo. I due leader apparsi questa sera hanno voglia di raccontarsi, specie a quelli… che non c’erano. Quale è il messaggio che Lei come donna intende lanciare alla parte assente?
“Come ha fatto l’associazione Emily: valorizzare ciò che unisce le donne anche se l’aggregazione tra noi non è sempre facile a differenza degli uomini. E di aggregare intorno a noi quelle donne presenti nelle istituzioni e nei partiti per far nascere quella cultura della politica quale progetto quotidiano”.
Visto dalla parte delle donne e dalle sue esperienze, il sud ha una forza, i giovani. Ma anche due debolezze, la prima è la mancanza di lavoro, la seconda è la ripresa del fenomeno dell’immigrazione. Dopo il terremoto si è ricostruito ma oggi i giovani vendono le case costruite dai genitori per andare via dalla nostra terra. Perché?
“Sono convinta che il primo dei problemi da risolvere sia quello di unificare il nostro Paese. Ed ecco che siamo al passaggio storico. Non c’è sud senza il nord e la storia ce lo insegna. Napoli è capitale d’Italia insieme a Milano, Roma… Dobbiamo dunque proporre nuove azioni di sistema per portare nuovi investimenti ma soprattutto una nuova politica nazionale. Non ritengo che ci sia il caso sud. Per questo credo che sia necessaria l’unità del nostro paese”.
Mi aiuti a capire: le quote rosa viste da Berlusconi anche alla luce delle ultime affermazioni…
“Una delle cose stupefacenti è quella che Berlusconi abbia una moglie bella e intelligente eppure definisce le donne una categoria. Non c’era da aspettarsi qualcosa di diverso. Ci sono delle ”signore”, così come veniamo definite da Berlusconi, della sua parte politica, che sono state sì in Parlamento ma vedi il Ministro Prestigiacomo che si è tanto battuto per le quote rosa senza essere riuscita ad ottenere alcun risultato. Io stessa per molti anni non ho condiviso il criterio delle quote rosa ma quando mi sono resa conto che la forza di noi donne non era da sottovalutare allora sì che ho definito le quote rosa quali regole fondamentali dell’esercizio politico. In politica non si può entrare per concorso e quindi per merito. Basti pensare ai segretari di partito che sono tutti maschi o alla politica che ha una configurazione totalmente maschile. Ecco perché c’è bisogno delle quote rosa”.
Il complesso di tutte le Istituzioni è al maschile. Vediamo ad esempio nel Consiglio comunale di Avellino dove c’è solo la Ambrosone come donna. Lei ritiene che il percorso dell’affermazione delle donne nell’Istituzione sia rapido?
“No. Per niente. Ci sono tanti ostacoli da superare. C’è un capitolo tutto da scrivere. C’è la necessità di costruire una diversa capacità negoziale delle donne”.
Qual è il suo rapporto con De Mita?
“Ho avuto una singolare vicenda ma fino ad allora ci siamo guardati in cagnesco. E ricordo che non è stato simpatizzante della nostra esperienza. Da un confronto avuto in un corso di formazione di Emily le nostre vedute non sono cambiate. Siamo rimasti sulle nostre posizioni, molto lontane le une dalle altre. Ma ci stimiamo”.
Chi è Bassolino?
“E’ il presidente della Regione Campania”.
Il problema vero del Paese è l’Unità. E dalla campagna elettorale di questi giorni Berlusconi mi ha dato l’impressione di un disperato. E continua a parlare del Mezzogiorno senza cognizione di causa.
“Ci sono delle scadenze fondamentali. Il 2010 sarà il traguardo per il mercato unico del Mediterraneo e quindi del Mezzogiorno. Ma purtroppo in questo percorso ha inciso negativamente il terrorismo. Un percorso dunque lungo e difficile. Ma saremo in grado di raggiungere l’obiettivo. Nel merito non c’è contraddizione tra unità del Paese e Mezzogiorno perché il tutto è mosso da azioni di sviluppo. Vedi quello che è stato in Campania la risorsa mare e l’innovazione”.

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