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La notizia era arrivata sabato sera, quando la Questura di Avellino aveva notificato al Comune di Andretta e ai proprietari terrieri, il decreto di occupazione temporanea di altri 30 ettari di terreno, che si aggiungono ai 32 già occupati. Questa mattina l’Esercito e le Forze dell’Ordine sono intervenute per permettere l’avvio delle operazioni di carotaggio.
I Comuni di Andretta, Guardia Lombardi, Bisaccia e Vallata si sono subito mobilitati. L’ansia dell’avvio anticipato delle operazioni di carotaggio era divampata ieri pomeriggio quando, lungo l’autostrada Napoli-Bari, non era passata inosservata la presenza di una lunga colonna di mezzi, escavatori, ruspe e buldldozer dell’esercito diretti verso l’Alta Irpinia. Anche ad Avellino si era notata una certa mobilitazione di mezzi delle Forze dell’Ordine, carabinieri, polizia e militari dell’esercito. I timori si sono rivelati puntuali questa mattina, quando l’Esercito e le Forze dell’Ordine, sono intervenute per permettere l’avvio dei carotaggi. Intanto in queste ore doveva iniziare lo sciopero della fame e della sete di Marcello Arminio, primo cittadino di Bisaccia. Un’iniziativa estrema che aveva l’unico obiettivo di attirare l’attenzione sulla protesta della comunità irpina: alla fine il sindaco Arminio, ha rinunciato allo sciopero della fame, che appariva ultima speranza per evitare quello che stamane è avvenuto: la presa di possesso formale e sostanziale del sito che è ormai è un sito militare, blindato, ben delimiato e protetto.Per quattro giorni, in attesa della marcia di giovedì, ci saranno una serie di consigli comunali per stabilire la linea da seguire contro le decisioni prese dal Governo Berlusconi che mercoledì sarà di nuovo a Napoli.
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Ore 12.00 – Sindaci riuniti in una assemblea straordinaria. Le fasce tricolore cercano di evitare l’ampliamento dell’area destinata alla realizzazione della piattaforma polifinzionale. Il sindaco di Lacedonia, Rizzi: “Vogliamo far rispettare le condizioni stabilite con il commissariato”.
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Ore 13.20 – Prime iniziative in seno all’assemblea: i sindaci ipotizzano l’invio di una missiva al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere un intervento in difesa del Formicoso. Si tratta solo di una delle tante ipotesi al vaglio degli interessati.
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