Formicoso, la De Simone replica a Solimine: “Non accetto lezioni”

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Solimine attacca, Alberta De Simone risponde. Il caso Formicoso e le roventi accuse del Presidente della Comunità Montana dell’Ufita agitano la tranquilla villeggiatura dell’ex numero uno di Palazzo Caracciolo. Agli occhi di Solimine la De Simone sarebbe l’unica responsabile della seconda discarica provinciale. Non solo. Sarebbe non più vittima ma artefice della caduta dell’Ente Provincia per sottrarsi alle responsabilità istituzionali. In particolare quelle legate all’emergenza rifiuti. Ma la De Simone proprio non ci sta e senza mezze misure passa al contrattacco. “Non accetto lezioni da Solimine. Anzi, considerata la sua età, gli consiglio di diventare più serio”. L’esponente democratica non ammette alibi. Soprattutto quando in gioco c’è il futuro dell’Irpinia. Futuro sul quale proprio lei ha scommesso, intraprendendo una dura battaglia contro l’allora super commissario De Gennaro. Dalla provincializzazione alle quote di solidarietà… a patto che la discarica fosse una. Poi il gelo. Il 17 aprile De Gennaro sferra il colpo: 42mila ecoballe al Cdr, 2 milioni di rifiuti speciali nella piattaforma polifunzionale in Alta Irpinia e la convalida di Pustarza. “A vertice concluso ho immediatamente convocato i capigruppo per mettere in moto la macchina amministrativa contro il terzo schiaffo all’Irpinia. Solimine dovrebbe passarsi una mano sulla coscienza piuttosto che raccontare eresie”. Ribatte così alle insinuazioni dell’ex consigliere provinciale sulle poco chiare discussioni intercorse con Bertolaso e lo stesso De Gennaro prima del ‘fattaccio’. “Se qualcuno non avesse fatto cadere la Provincia, oggi probabilmente ci sarebbe stato un Presidente che avrebbe continuato a tutelare questo territorio”. Le nuvole si diradano solo quando si fa riferimento all’università del vino e all’accordo di programma sottoscritto dal sindaco di Avellino Pino Galasso e dal Presidente Bassolino per investimenti pari a 41 milioni di euro. “Ho presentato il progetto esecutivo il 19 maggio scorso, poco prima della sfiducia. Sono soddisfatta e felice perché è una sfida in cui ho sempre creduto”. (mari.mo)

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