
Andretta – Altopiano del Formicoso – Una manifestazione che, tra dieci giorni, porterà a Roma circa 100 pullman dall’Irpinia. Un documento a firma di tutti i sindaci in cui viene chiesto di ‘smilitarizzare’ i 62 ettari di terreno di Pero Spaccone una volta completate le operazioni di carotaggio. I sindaci, oltre a non far mancare la loro presenza, hanno reso concreto il quid della manifestazione con due provvedimenti di pronta attuazione. Hanno marciato per ore ed infine hanno fatto sentire la propria voce. La stanchezza non li ha rapiti nonostante il malore subito nei giorni scorsi da qualcuno (Angelantonio Caruso, ndr). “Abbiamo resistito sette ore a Roma per essere ricevuti da Gianni Letta – ha spiegato il vice sindaco di Calitri Maria Di Milia – Il lavoro di oggi non può certo spaventarci”. Ma le fasce tricolore guardano al futuro: una volta ‘sventata’ l’ipotesi Pero Spaccone non si può certo rimanere con le mani in mano altrimenti ci sarà bisogno ancora di ‘tanti Formicoso’: “La raccolta differenziata deve essere potenziata – ha gridato al popolo Giuseppe Di Milia – abbiamo bisogno di impianti e soprattutto è fondamentale che gli impianti stessi vengano gestiti dallo Stato, senza mediatori che manipolano milioni di euro e pensano di poter controllare il potere. In tutti i modi lasceremo un presidio per mantenere alta l’attenzione e resteremo qui fino a quando non saranno soddisfatte le nostre richieste”.
Tra i presenti anche il sindaco Galasso a cui è andato un ringraziamento particolare da parte di Caruso: “Avellino subisce l’onta della Regione Campania eppure il suo sindaco è qui, a manifestare insieme a noi per dire no ad un altro buco nella nostra provincia”.
E nella battaglia dei sindaci il vero vincitore è il popolo: “La vostra presenza ci rincuora. Saremo con voi cittadini fino alla fine. Lottiamo per i nostri avi, i nostri nonni e i nostri genitori e continueremo a farlo per la loro e per la nostra dignità”.