
Forino – Quella di Forino è un’area idrogeologicamente instabile e rischiosa. Il problema non può essere risolto alla radice ma di sicuro è possibile prendere precauzioni e utilizzare strumenti tecnologici che permettano di arginare e prevedere eventuali allagamenti o frane. “La storia è molto lunga”, dichiara il sindaco di Forino, Pasquale Nunziata, “ ed ha inizio alcuni anni fa, più precisamente nel 2004 quando il territorio è stato analizzato da un’equipe di geologi dell’Università Federico II di Napoli, capitanati dal professor Versace. Sono stati rilevati molteplici sprofondamenti e, in località Peschiera, un vero e proprio inghiottitoio naturale nel cui sottosuolo si riversano tutte le acque provenienti dalle alture limitrofe”. Alla base del costante rischio di allagamenti c’è proprio questa peculiarità geologica del sottosuolo a cui non si può rispondere se non con mezzi tecnologici di pompaggio e incanalamento dell’acqua. Grazie ai contributi regionali, infatti, è stato potenziato l’impianto di sollevamento delle acque, distinte in nere e bianche, che attraverso delle pompe risucchiano verso l’alto le acque piovane, sversandole attraverso dei condotti nella zona di Montoro. L’impianto di pompaggio è stato inoltre incrementato di un dissabbiatore che separa la sabbia dalle acque scongiurando in questo modo un precoce logoramento del meccanismo nonché uno sforzo eccessivo delle pompe di sollevamento.“Abbiamo comunque in agenda un ulteriore progetto per il quale attendiamo i fondi della Regione Campania”, continua il primo cittadino forinese, “si tratta di una galleria sotterranea che dovrebbe collegare l’inghiottitoio naturale delle acque piovane al sottosuolo montorese, permettendo quindi di risparmiare sull’attività dell’impianto di sollevamento che deve anzitutto far tornare in superficie le acque con un enorme dispendio energetico.” E’ un’opera che permetterà al Comune di risparmiare ben 100 mila euro di energia elettrica all’anno. E sempre dalla Regione il Comune ha ricevuto un sofisticato pluviometro, installato circa 8 mesi fa e che, in collaborazione con la Protezione Civile, viene utilizzato per individuare i periodi di precipitazioni che farebbero presagire rischi di smottamenti e allagamenti. (di Oderica Lusi)