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Intanto, tra appunti e nuove proposte, gli attori dello sviluppo in Irpinia si preparano alla sfida, ciascuno pronto a fare la sua parte. L’Ente Provincia in primis. “La programmazione 2000-2006 è stata solo la partenza – spiega l’assessore provinciale alla Programmazione negoziata e alle Attività produttive, Giuseppe Di Milia -. Ora dobbiamo cambiare strategia. Questo comporta che le varie istituzioni dialoghino tra loro. Ma non so se la Regione ha messo in conto questo”. Secondo l’esponente dell’Esecutivo provinciale, quello che mancherebbe al momento, al contrario di quanto c’è stato per il Ptr, è lo strumento normativo per “legittimare quella concertazione istituzionale vincolante e necessaria al fine di legare fra loro i progetti dei singoli comuni”. “Gli enti – spiega Di Milia – devono avere l’autorità che gli deriva da una norma, che ora non c’è”. Sullo sviluppo, declinato in ogni sua forma: “Una politica industriale questa Regione ce la deve far capire. Deve sentire il territorio”. Di Milia non dimentica il filone della logistica e in particolare sulla Lioni-Grottaminarda: “Finora sembra che le infrastrutture siano ancora concentrate nelle zone costiere”.
Secondo Ruggiero Cutillo, segretario generale della Cgil irpina, il limite dell’esperienza 2000-2006 è invece stato quello dell’eccessivo ‘spontaneismo’ a sua volta frutto di una “non sinergia” tra progetti e progetti. “La Campania ha avuto premialità ma non si è innervato quel processo necessario che parte dall’infrastrutturazione materiale e immateriale per abbracciare poi tutto il vivere urbano”. La necessità e l’obbligo adesso è quello di “premere sull’acceleratore perché si facciano scelte in questa direzione”. “La Provincia di Avellino – prosegue il sindacalista – ha avuto tanti fondi ma alla fine alcuni progetti sono risultati scollegati con il territorio”. In una parola: “E’ mancata la rete. Lo sviluppo è tante cose”. Cutillo non trascura infine quello che è il nuovo scenario di azione: “La dimensione europea: occorre travalicare il regionalismo e guardare a una nuova idea del Mediterraneo come punto nevralgico della nuova Europa, senza dimenticare i problemi di ogni regione”. E plaude ad iniziative di valenza interregionale come quelle che hanno visto impegnate sul fronte della logistica le Regioni Campania, Puglia e Abruzzo. “Sono queste le iniziative che vanno riprese”.
Una programmazione, quella appena trascorsa, che è risultata spesso “frammentaria e generica, avendo avuto una capacità di incidenza minima sulla struttura socio economica e produttiva della nostra regione”, spiega Gerardo Capozza, presidente del Patto territoriale della Baronia e sindaco di Morra De Sanctis. Anche se: “E’ doveroso – continua – riconoscere la qualità e la competenza del lavoro svolto dai Pit di cui la Provincia di Avellino è capofila”. In tale ottica risulta inderogabile e necessario “attivare una virtuosa e condivisa fase di elaborazione programmatica territoriale e pervenire ad una sintesi programmatica circa i vari strumenti attivi sul territorio con la costituzione di un organismo unitario rappresentativo di tutti gli attori”. “Da parte mia – conclude Capozza – c’è la totale disponibilità a mettere in rete l’esperienza decennale del Patto e il suo patrimonio progettuale ed imprenditoriale al fine di contribuire a consegnare a queste terre un forte e condiviso percorso di crescita socio-economica”. (di Antonietta Miceli)