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IL FATTO – All’ordine del giorno del Consiglio generale del Consorzio la revoca del presidente e dei due esponenti del direttivo così come stabilito anche dalla Corte d’Appello di Napoli che aveva, di fatto, dato ragione al ricorso presentato dai 20 sindaci del Pd al Tribunale di Avellino che, attraverso una ordinanza, aveva provveduto ad ordinare la convocazione del direttivo dell’Ente di via Capozzi.
IL ‘CASUS BELLI’ – I democratici, rinfrancati anche dai ‘recuperi’ dei comuni di Nusco, guidato dal neo eletto sindaco, il ‘ribelle’ Giuseppe De Mita, e Contrada con Antonio Iannaccone, si presentavano alle votazioni forti di un piccolo ma sostanziale vantaggio.
Vantaggio che, a conti fatti, è venuto meno con la partecipazione della Provincia all’assemblea del Consorzio, presenza dubbia quella dell’Ente di piazza Libertà visto il debito pendente nei confronti dell’Asi. I delegati per la Provincia di Avellino, Antonio Buonaiuto e Flavio Petroccione, infatti, all’apertura dei lavori hanno presentato una missiva con la quale il neo eletto presidente Cosimo Sibilia si è fatto garante in prima persona per l’avvenuto pagamento delle spettanze, elemento giudicato da Ernesto Cianciulli (delegato di Grottolella che ha presieduto l’assemblea in quanto componente più anziano dell’assise) sufficiente per poter ammettere alla ‘conta’ anche le votazioni dei due delegati.
LE MANCATE REVOCHE – Un lungo ed infuocato dibattito ha accompagnato la prima votazione. Franco Cioffi, primo cittadino di Cervinara, si è duramente scagliato contro la decisione di Cianciulli, ritenendo inammissibile la sua decisione in quanto “… le somme dovute dalla Provincia non sono mai state incassate dal Consorzio”.
Dopo un aspro muro contro muro tra filodemitiani e democratici, i 35 delegati (assenti i rappresentati dei comuni di Santa Paolina e Sant’Angelo dei Lombardi, ndr) presenti presso la sede di via Capozzi passano alla votazione con scrutinio segreto, bocciando il primo punto all’ordine del giorno con 19 voti favorevoli, 19 contrari ed 1 scheda bianca. Secondo indiscrezioni sembra che a ‘venir meno’ sia stato l’appoggio dei comuni di Solofra, Montefredane e Contrada.
Il risultato ha alimentato la controversia che ben presto è diventata gazzarra. Ristabilita la calma, l’assemblea ha quindi deciso di portare a compimento l’ordine del giorno, così come disposto dal Tribunale. Ma l’esito della seconda votazione (effettuata per ben due volte causa ‘misunderstanding’ nelle modalità di voto, ndr) ha visto addirittura in vantaggio i voti contrari alla revoca dei componenti del direttivo (20 contrari, 19 favorevoli), lasciando inalterato lo stato delle cose.
“Il risultato di questo lungo pomeriggio parla chiaro – ha commentato a caldo Pietro Foglia – E’ passata la nostra linea nonostante alcuni amici o presunti tali abbiano votato a favore della revoca, individuando nella mia persona il nemico da battere. Avevo appoggiato la richiesta di rinvio dell’assemblea promossa da Giovanni Romano (Iacp) in modo da ragionare in maniera più serena successivamente alle operazioni del ballottaggio”. Foglia chiarisce che non vi sono pericoli di commissariamento dell’Ente come pure paventato nel corso dell’assemblea: “Entro 10 giorni ci riuniremo per una seria verifica, con la speranza che finisca finalmente questo assalto alle Istituzioni che dura ormai da più di un anno”.