
Avellino – “Nessuno è obbligato ad iscriversi alla Cisl ed allora la fiducia che migliaia di pensionati e di lavoratori ci manifestano è la prova del nostro impegno sui problemi concreti che affiggono questa provincia”. Queste le parole del segretario generale Cisl, Enrico Ferrara, al termine dell’assemblea degli iscritti alla Fnp Cisl, convocata dal segretario generale della Federazione Nazionale Pensionati, Emilio Antonaccio. La riunione ha rappresentato l’occasione per discutere le questioni legate alla condizione dei pensionati in Campania ed in Irpinia con particolare attenzione ai servizi essenziali ed al tema della sanità. “Nella nostra provincia – spiega il segretario Fnp Cisl – la situazione dei pensionati è particolarmente delicata, dal momento che tantissimi anziani vivono in condizioni di incapienza e non ricevono alcun tipo di servizio qualitativamente accettabile, né dallo stato, né dagli enti locali”. Parole che focalizzano l’attenzione sulla decisione della Regione Campania di stabilire in 180 euro il tetto di spesa medica per i pensionati irpini. “”Una cifra assolutamente inadeguata – avverte Antonaccio – che impone ai medici di base di non superare tale limite nella prescrizione di ricette farmaceutiche. Un ammontare che non tiene conto delle esigenze dei malati cronici e che, per di più, ha un valore dimezzato rispetto ai tetti prefissati per le altre province campane”. Le condizioni di vita in cui versano i cittadini della terza età sono da tempo al centro di dibattiti politici nazionali e locali. Confronti che, tra riforme pensionistiche e posizioni contrastanti, non hanno ancora prodotto una soluzione adeguata e confacente alle esigenze della categoria, come evidenzia il numero uno della Fnp Cisl di Avellino. “Dal 2002 ci battiamo su questo fronte, nonostante le incomprensioni su determinati temi che purtroppo abbiamo avuto con i nostri partners sindacali”. Il riferimento è alla proposta di manovra sulla leva fiscale e il conseguente innalzamento della ‘no tax area’, consigliata da Cgil e Spi. “Riteniamo – evidenzia Antonaccio – che sia doveroso aumentare le pensioni perché queste sono le richieste dei diretti interessati. Agire sulla leva fiscale porterebbe come unico risultato alla dilatazione della sperequazione sociale. Infatti gli indigenti non ne trarrebbero nessun vantaggio mentre i benefici diffusi che ne conseguirebbero rafforzerebbero il potere di acquisto anche per quelle categorie che non necessitano della stessa tutela”. L’impegno per la rivalutazione delle pensioni, fulcro della battaglia istituzionale del sindacato, si inserisce nel più ampio scenario delle iniziative poste in essere dalla Fnp Cisl per il 2007. “Il nostro obiettivo – conclude Antonaccio – è di combattere, partendo dal contesto nazionale, per il superamento dello scalone, per la separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, per l’equiparazione della ‘no tax area’ tra pensionati e dipendenti e per l’approvazione di un fondo per la non autosufficienza”. (di Eddy Tarantino)