Governincontra – Sul Teatro Gesualdo l’ombra gelida dell’Irpinia che soffre. Quella che invita le istituzioni ad un maggiore senso di responsabilità. Quella che ha gridato a gran voce la dignità del bisogno per distruggere lìassordante silenzio dell’indifferenza.
La società, quella vera, quella fatta di bisogni immediati, ha preso parte alla manifestazione rappresentata dai lavoratori della Fiat di Pomigliano D’Arco, della Fma di Pratola Serra e del Polo conciario di Solofra. Un segnale d’allarme che ha posto i politici di fronte ad un grande senso di responsabilità, affinché l’Italia veda con i propri occhi ciò che i giornali quotidianamente sono costretti a spiegare.
La crisi dell’indotto auto ha colpito la Campania a causa della mancanza di missione produttiva. Chiare le richieste: estendere anche ai precari la cassa integrazione, concedere ammortizzatori sociali anche alle aziende con un numero di lavoratori inferiore a 15. “Non si può mettere mano ai soldi pubblici e poi mandare all’estero le nostre produzioni. Chiediamo un aiuto per il mantenimento degli stabilimenti. Dall’inizio dell’anno abbiamo lavorato per soli 5 giorni, nel 2008 ben 80 giorni di cassa integrazione”.
Insomma, nessuna intermediazione. Filo diretto lavoratori-governo. Nell’attesa che le speranze vengano esaudite.
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