Flumeri – Riconversione Irisbus: conferma per Cigo e 250 esuberi

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Flumeri – Un lungo incontro quello svoltosi questo pomeriggio all’interno della IrisBus tra Rsu e direzione del personale, con ad oggetto il futuro del sito di Flumeri. L’azienda ha comunicato l’avvio della Cassa Integrazione Ordinaria a partire dal prossimo primo luglio, e che durerà fino all’8 agosto. Gli Ammortizzatori Sociali interesseranno dal primo al 4 luglio 110 lavoratori e 10 impiegati; dal 5 all’11 luglio 195 lavoratori e 15 impiegati; dal 12 al 18 luglio 320 di cui 290 lavoratori e 30 impiegati. Ed ancora, dal 19 luglio al 25 ben 480 lavoratori di cui 440 operai e 40 impiegati; dal 26 luglio al primo agosto 600 lavoratori di cui 540 operai e 60 impiegati; dal 2 all’8 agosto 760 di cui 640 operai e 120 impiegati. Altri 80 lavoratori, dunque, non saranno interessati alla Cassa Integrazione Ordinaria in quanto addetti alla ristrutturazione, alla manutenzione e, quindi, continueranno a lavorare. Inoltre, l’azienda ha comunicato il periodo di ferie – dal 9 al 29 agosto – e che riguarderà tutte le circa 850 maestranze. Si è parlato anche di flessibilità con la richiesta di 50 ore plurisettimanali che l’azienda intenderebbe applicare nel caso in cui si raggiungesse l’accordo sulla ristrutturazione dello stabilimento ufitano. L’azienda ha proposto di aumentare di 30 minuti le attuali 7 ore e mezza di lavoro confermando i 250 esuberi che saranno accompagnati al prepensionamento, il tutto finalizzato a rendere più competitiva l’IrisBus sul mercato. “Quello che chiede l’azienda – commenta il segretario provinciale dell’Ugl Metalmeccanici, Giovanni Cicchella – è un accordo, a mio modesto parere, molto oneroso per i lavoratori perchè, di fatto, oltre alla riduzione di un terzo delle maestranze dello stabilimento chiede anche una perdita netta di salario rispetto all’orario di lavoro e alla flessibilità. Inoltre, dalla discussione di oggi sono emersi dubbi sulla ristrutturazione che l’azienda intende portare avanti. Il Sindacato continua la trattativa chiedendo però a Fiat un impegno, ovvero sostituire, almeno per il 50%, i 250 lavoratori che saranno interessati dalla mobilità. Solo così si potranno affrontare i problemi legati alla riduzione dei costi, agli orari e alla flessibilità. L’esubero che Fiat fa emergere attraverso la ristrutturazione si potrebbe recuperare – conclude Cicchella – attraverso nuove commesse italiane, come ad esempio la produzione di autobus extraurbani attualmente costruiti negli stabilimenti della Repubblica Ceca”.

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