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“In forme e dimensioni crescenti, spesso contraddittorie, – spiega il docente Raffaele Rauty, promotore dell’iniziativa – un numero consistente di persone, soprattutto giovani, ma non solo, uomini e donne, ragazzi e ragazze, hanno come concreta prospettiva nel lavoro l’incertezza del futuro e delle proprie posizioni di vita, la flessibilità, quando non l’annullamento, dei propri diritti, l’impossibilità di determinare orizzonti alla propria esistenza, a necessità di piegarsi, in termini non contrattabili, alle “esigenze del mercato”. Tutto questo è anche in contrasto con percorsi formativi che hanno impegnato tempo, energie e soldi dei giovani e che in troppi casi si mostrano inutili e sovradimensionati rispetto alla banalizzazione delle mansioni e dei lavori richiesti. D’altro canto lavoro non è solo questo e il rischio è, ancora, che l’attenzione a una parte del mondo dei lavori finisca per non evidenziarne la complessità eterogenea e contraddittoria, – conclude il sociologo Rauty – il suo carattere storico, le sue articolazioni territoriali (il Sud, per esempio), i suoi processi di segregazione, che in tanti casi permangono, a danno delle lavoratrici e delle giovani donne. Di questi temi abbiamo pensato di discutere, insieme all’assessore al lavoro della provincia Salerno, con alcuni studiosi che nel merito hanno svolto di recente ricerche specifiche e che seguono attentamente le dinamiche del problema”.