
Avellino – E’ stata sottoscritta in mattinata a Palazzo Caracciolo ad Avellino, sede dell’Ente Provincia, l’intesa istituzionale per l’attivazione dell’Osservatorio sullo stato di salute della popolazione irpina e del territorio. Il progetto, presentato lo scorso giugno, vede l’Amministrazione Provinciale di Avellino protagonista del piano che intende attivare un Osservatorio privilegiato sul territorio coinvolgendo gli esperti dell’Istituto Tumori di Napoli – Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano (CROM), del Moscati di Avellino, dell’Arpac, dell’Ordine dei Medici di Avellino, dell’Italdata Spa con le finalità di incrociare i dati disponibili al fine di conoscere l’effettivo stato di salute della popolazione irpina e del territorio. “Auspichiamo che il lavoro che andremo a fare sarà ‘inutile’ nel senso che valuteremo lo stato di salute degli irpini senza riscontrare gravi problematiche – ha commentato il commissario della Provincia Raffaele Coppola – Questa iniziativa rappresenta un momento di proficua e utile collaborazione tra gli Enti. Conoscere, attraverso dati ufficiali e attendibili, lo stato di salute della popolazione è la base per poter migliorare la qualità della vita, la nostra provincia si erge a diventare punto di riferimento nazionale come primo Ente territoriale che indirizza una gestione oculata di spesa in questa direzione”, ha concluso Coppola in riferimento all’inserimento nel bilancio di una voce dedicata al cofinanziamento dell’iniziativa attraverso una borsa di studio che permetterà ad un ricercatore di predisporre studi specifici.
“I dati provenienti da Arpac, Asl e Moscati verranno acquisiti dal sistema informativo territoriale che selezionerà i flussi più interessanti per il nostro studio al fine di creare un modello valido ed estrarre i dati sensibili – ha commentato il Direttore del Crom Tonino Pedicini – Il tutto verrà poi analizzato per avere un quadro più delineato della situazione provinciale, area per area, comune per comune. Vogliamo rendere un servizio utile alla cittadinanza. Come Crom intendiamo mettere in campo tutte le nostre risorse. Abbiamo a disposizione una marea di dati. Contare i morti dovuti al cancro e all’inquinamento non basta, sono oltre 10 anni che non si fa nulla al riguardo con dati che dormono nei cassetti, ora, entro sei mesi avremo risultati utili da cui far partire politiche mirate – ha continuato – Toccherà ribaltare i dati e incrociarli con quelli relativi all’inquinamento ambientale per trovare un nesso tra mortalità e territorio e capire se esiste una relazione tra ricoveri ospedalieri e comune di residenza”.