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“L’obiettivo di creare un gruppo unitario all’interno dell’Uncem è ambizioso ma da perseguire – ha spiegato il presidente Di Iorio -. A patto che si faccia riferimento ad un corpus programmatico e ad un corredo di valori condivisi e scelti in maniera chiara e trasparente senza spinte artificiali di tipo verticistico. Se non ci fossero queste condizioni non avrebbe senso guardare a questo obiettivo. Oggi c’è la necessità di recuperare gli errori commessi dal governo Berlusconi, ma anche dal governo di centrosinistra, su queste questioni. Noi oggi vogliamo presentarci agli elettori e vincere non abiurando, ma migliorando ed innovando, offrendo speranze, perché la politica vera è questa: costruire un clima di speranza per migliorare la società”.
Un processo che non può naturalmente tenere fuori la necessaria revisione di quanto fatto in cinque anni di governo Berlusconi.
“I prossimi saranno – ha aggiunto il presidente della Terminio Cervialto – cinque anni di rimodulazione delle scelte politiche e non di lacrime e sangue. Anche sui tagli al Fondo Nazionale per la Montagna, bisogna capire che i nostri enti montani non sopravvivono con questo, e non è avere zero euro dal governo che ci deve spaventare. Piuttosto ci deve spaventare una politica nazionale e regionale che non ci consenta di agire come azienda sul territorio, per produrre ricchezza e avviare strumenti di sviluppo”.
Infine, il ruolo delle Comunità Montane, che va rivisto, ridefinito, soprattutto in rapporto alle altre realtà presenti sul territorio.
“Le Comunità Montane devono assumere un ruolo di nuova governance e non solo suppletivo nei confronti dei Comuni. Insomma assumere un ruolo di collaborazione dove il presidente della Comunità Montana agisce come un assessore esterno e non come un super sindaco del territorio. E’ importante che nel programma dell’Ulivo sia stato riservato grande spazio ai problemi della montagna – ha concluso Di Iorio – e che sarà importante avere un riferimento nazionale di governo per la montagna, senza però ridurre il sistema montagna ad una sorta di riserva indiana ma costruendo un nuovo rapporto di collaborazione tra montagna, pianura e costa”.
L’incontro di Firenze si è concluso con l’approvazione di un documento con cui, tra l’altro, si chiede l’avvio di un processo che porti in brevissimo tempo alla costituzione di un gruppo unico formato dal gruppo Ds e della Margherita in seno al Consiglio Nazionale dell’Uncem denominato “Democratici per la Montagna”, costituendo gruppi di lavoro comuni.