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Immediata la risposta degli uomini dell’Arma, che hanno avviato le doverose indagini al fine di far luce su quanto raccontato dai due sanniti. L’episodio, comunque, è sembrato fin da subito strano ai militari di quella Stazione Carabinieri, tanto in considerazione che la versione dei fatti appariva dubbie e contraddittoria in alcuni particolari, quanto per il fatto che mai s’erano verificati analoghi episodi in nella zona descritta dai denuncianti.
È stato così che, sotto l’incalzare delle ficcanti domande dei Carabinieri che cercavano di capire ogni dettaglio del presunto evento delittuoso, si è in breve tempo scoperto che il furto, in realtà, non s’era mai verificato e che la denuncia era stata presentata al mero fine di non dover più pagare le tasse di circolazione e le spese connesse alla tenuta di quel’autocarro, che in realtà non era mai uscito dal loro possesso.
I due uomini – che erano venuti a denunciare l’episodio in provincia di Avellino nella verosimile convinzione di poter contare sull’anonimato e risultare così più credibili – nel giro di qualche ora sono quindi passati dall’essere vittime di un fantomatico reato a diventare i rei di un reato vero. Entrambi sono quindi stati deferiti a piede libero all’autorità giudiziaria avellinese per simulazione di reato.