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Filma la paziente, la Corte di Cassazione assolve medico fiorentino

In Italia è più protetta una casa che un corpo nudo. Fa discutere la decisione della Corte di Cassazione in merito ad una condanna della Corte di Appello per il reato di «interferenze illecite nella vita privata mediante uso di riprese visive» in base all’articolo 615 bis del codice penale ma la quinta sezione penale ha annullato la sentenza senza rinvio perchè il medico non era condannabile in base al reato contestato. Lo chiamano vuoto legislativo. In questa Italia succede di tutto, non c’è legge che possa punire un medico che riprende di nascosto i glutei di una donna. Attenzione quindi ai medici guardoni che potranno filmare quello che vogliono, l’importante non a acsa della paziente perchè in questo caso scatterà il reato di violazione di domicilio, non quello dell’intimità di una persona. In Italia è più protetta una casa che un corpo nudo. Lo si è capito tre giorni fa quando la Corte di Cassazione ha assolto un medico di Firenze che aveva videoripreso di nascosto i glutei di una paziente nel suo studio durante una visita. Secondo la Corte, infatti, il 615 bis fa riferimento all’ articolo 614 sulla violazione di domicilio. In questo caso, però, non c’era stata violazione di domicilio e della sfera privata: la donna non era a casa sua ma nello studio del medico e quindi il motivo poteva fare più o meno quel che voleva. Nella sentenza 36884, si spiega che «la signora, vittima della biasimevole condotta del professionista, ha certamente motivo di dolersi della violazione della propria privacy e della violazione del diritto alla propria immagine ma lo stato attuale della legislazione non consente nel caso di specie l’accesso alla tutela in sede penale ai sensi dell’articolo 615 bis cp».

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