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“Il numero così alto di denunce e di violazioni registrate a carico di imprenditori del settore delle costruzioni restituisce una realtà che più volte la Fillea ha denunciato anche a costo di essere monotona. Siamo di fronte all’ennesimo blitz – commenta il segretario provinciale della Fillea Cgil, Antonio Famiglietti – nel corso del quale oltre 200 operatori vengono denunciati. E’ evidente, dunque, che la normalità del settore delle costruzioni in Irpinia è la violazione delle norme sulla sicurezza lavoro nero e sulle posizioni contributive. Le risultanze di quest’ultima operazione dei carabinieri, inoltre, evidenziano un fenomeno che più volte abbiamo denunciato nei mesi scorsi, quello dell’abusivismo edilizio. Se gli imprenditori del settore ed i loro rappresentanti locali – aggiunge Famiglietti – non avvertono l’esigenza e la sensibilità di prendere le distanze da tutti i soggetti finiti nel mirino delle forze dell’ordine, è chiara la loro connivenza e complicità rispetto alle pratiche fuorilegge messe in atto nei cantieri irpini. Non è un caso che le maggiori violazioni sono state riscontrate nei cantieri dove è maggiormente presente il ricorso al subappalto. Dobbiamo inoltre constatare che nemmeno le frequenti notizie di cronaca riguardo ad infortuni gravissimi o mortali occorsi a lavoratori del settore edile hanno sollecitato la coscienza e la sensibilità degli imprenditori, anche quelli onesti e rispettosi della legge, che non hanno inteso mai denunciare la loro estraneità ai fatti ed esprimere condanna per quanto accaduto. E’ opportuno che il sindacato, unitariamente, prenda una posizione decisa riguardo alle violazioni di legge da parte degli imprenditori, così come è importante che le istituzioni preposte allo scopo di controllare, rilancino la loro azione. Da troppo tempo assistiamo, infatti, al lassismo degli organi di controllo costituiti in seno agli enti istituzionali. Ormai, solo il sindacato e le forze dell’ordine durante le azioni ispettive, svolgono correttamente il proprio lavoro”.