Irpinianews.it

Fierro: “Congresso Pd farlocco”. Polito: “Mi servono 100 tessere”

“Mi servono con urgenza cento tessere del Pd in provincia di Avellino. Qualcuno ha disponibilità o devo andare su e-bay?”
Il mercato delle tessere che ha contraddistinto la campagna congressuale nostrana è diventata oggetto di scherno per la cronaca nazionale. Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, ha dedicato alla vicenda anche un tweet, proprio per beffarsi del mercifico che si è verificato ad Avellino. Anche la Repubblica ha dedicato spazio al giallo. “Pioggia di ricorsi ad Avellino – si legge – dovuti soprattutto alla crescita abnorme degli iscritti, si contano 1900 nuove tessere. Matteo Orfini ha segnalato ben quattro situazioni di votanti fantasma. La più clamorosa ad Avellino, città con una truppa di 600 voti arrivati l’ultimo giorno”.
Ma a destare sconcerto è che tutti i competitor che hanno partecipato alla sfida, prima e dopo la partita, hanno denunciato brogli e irregolarità. Ma allora se tutti si considerano immuni dal peccato, chi ha dato vita a questa guerra onerosa che conta una spesa di 180 mila euro circa? Perché si sa, in tempo di crisi una persona, nonostante possa essere un probabile elettore del Pd, non spende 15 euro per tesserare ciascun componente del proprio nucleo familiare. Dunque dietro questa scalata si nascondono manovre economiche che hanno agito in nome degli interessi, dimenticando il vero significato della competizione elettorale? A chi sono da ricondurre? Chi è che ha investito sui propri cavalli da corsa?
Le parole di chi in questi giorni ha denunciato gli scandali abbondano. Non c’è stata conferenza stampa in cui non si è parlato di gonfiamenti, conte, denaturazioni e irregolarità. Ultimo in ordine di tempo Lucio Fierro che ha presentato ricorso per l’annullamento del tesseramento e del congresso del 27 ottobre. “Il sottoscritto Lucio Fierro – si legge nel documento – iscritto al PD e candidato all’Assemblea Provinciale con la lista a sostegno del candidato Francesco Todisco chiede l’annullamento del tesseramento 2013 e del Congresso per l’elezione del Segretario Provinciale e dell’Assemblea Provinciale perché viziati da gravissime e scandalose irregolarità, peraltro in gran parte denunziate prima del voto con regolari ricorsi presentati alle diverse istanze del partito e che, malgrado gli obblighi regolamentari, non sono stati esaminati”.
Tra la pioggia di ricorsi, nel mirino di Fierro finiscono i casi più emblematici. Primi fra tutti i circoli di Avellino. “Sotto i balconi dell’antica sede della DC si sono accampati la “crema” della società irpina, dai disperati senza “lavoro (purtroppo), a chi ha bisogno anche di qualche euro per le sigarette, ai delinquentucci di mezza tacca attirati dalla possibilità di lucrare qualche euro per salire le scale, dare il nominativo e votare”. Nello specifico il Presidente del Cna, fa riferimento anche al circolo Aldo Moro che è stato autorizzato a fare le tessere presso la sede di 360, associazione vicina alla corrente lettiana. Inoltre Laboratorio democratico, di cui per mesi è stata sconosciuta la sede. “ Se una inchiesta della magistratura dovesse andare ad accertare come si sia proceduto all’iscrizione– incalza Fierro – potrebbe trovare le tessere compilate a pacchetti”.
L’ inflazione degli iscritti se si fa il raffronto tra quelli del 2011 e quelli del 2013, ha riguardato tutti i circoli, ma Fierro specifica che chi ne ha più beneficiato sono stati De Pietro e De Blasio. “Indubitabilmente, chi di gran lunga ha beneficiato della “moltiplicazione dei pani e dei pesci” è De Blasio, pur se, per onestà non si può sottacere come Di Pietro gli sia solo leggermente da meno. Ma De Blasio era il candidato della maggioranza che regge il partito, che ha gestito il tesseramento e l’organizzazione del congresso, che aveva gli strumenti per garantire un tesseramento corretto almeno in limiti di decenza e che, se risulta essere primo con oltre il 50% dei voti lo deve esclusivamente alla crescita abnorme di iscritti in circoli ove la sua percentuale è dall’85 a 100% dei voti”.
Secondo Fierro ci sono tutti gli estremi per annullare la partita: “Come si vede, l’aver drogato il tesseramento oltre il legittimo ed oltre il lecito ha falsato il congresso, lo ha reso “farlocco”, una mera prova di esibizione di capacità di reclutare truppe cammellate che ha aperto, ed è questo il punto politicamente più grave anche oltre la tollerabilità da parte dell’opinione pubblica delle immagini scandalose che abbiamo offerto, la possibilità a gruppi di interesse, qui da noi i costruttori interessate alla benevolenza delle pubbliche amministrazioni da noi governate, a finanziare generosamente la campagna di tesseramento che (forse è il caso di evidenziarlo) è costata ai finanziatori gran parte dei 180.000 euro che le casse del partito dovrebbero avere incassato. Sono cose di cui sono pieni i marciapiedi della città capoluogo. Purtroppo la dimostrazione della loro sussistenza potrà avvenire solo a posteriori, in presenza di atteggiamenti da parte nostra “comprensivi” per interessi, anche legittimi, ma discutibili sul piano dell’opportunità politica, da parte di questi imprenditori che “guardano con interesse” alle novità di questo PD”.
Forse la soluzione sarebbe stata sospendersi dal congresso prima del voto, alla luce delle anomalie e dei ricorsi mai discussi dagli organismi nazionali, ma nessuno dei candidati ha voluto rischiare, nessuno ha voluto piegarsi al giudizio della gente, o forse è semplicemente subentrata la paura di restare fuori dai giochi. Ma adesso servirà puntare il dito su una partita già viziosa in partenza, a cui nel pieno delle proprie capacità di intendere e di volere, tutti hanno deciso di partecipare? (di Rosa Iandiorio)

Exit mobile version