Festa Repubblica, il Prefetto ai politici: “Coinvolgete i giovani”

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Avellino – Un nuovo rapporto con lo Stato. Una rinnovata fiducia per dimostrare ai cittadini che lo Stato c’è ed è un valore in cui, nonostante tutto, bisogna continuare a credere.
Come ogni anno torna la Festa della Repubblica e probabilmente la partecipazione non propriamente soddisfacente mostra le falle del rapporto tra i cittadini e le istituzioni. L’alzabandiera, le parate e le corone d’alloro nulla possono di fronte all’ormai sensibile allontanamento della popolazione. E soprattutto dei giovani. Sul tasto dolente ha battuto il Prefetto di Avellino Ennio Blasco le cui sferzate hanno colpito le istituzioni irpine e non solo.
“Il mio invito – è stato l’appello di Blasco – è rivolto alle giovani generazioni affinchè abbiano maggiore fiducia nello Stato. In questo contesto di chiaro allontanamento le istituzioni dovrebbero riappropriarsi di facoltà che la popolazione non vede più condivise. Ognuno di noi dovrà dare il massimo per accorciare le distanze e tentare un’opera di avvicinamento necessaria in questo contesto storico e sociale”. Insomma, alle istituzioni, ad ogni livello, “l’ingrato” compito di rimboccarsi le maniche e riconquistare quel sentimento popolare che alimentò, nel 1946, la determinazione al passaggio dalla Monarchia alla Repubblica.
Ma celebrare la Festa della Repubblica significa anche affrontare problemi concreti.
“Nessun valore – è intervenuta la presidente della Provincia Alberta De Simone – può essere segregato nel museo delle cere. Oggi la celebrazione del 2 giugno è vissuta da chi sudò il passaggio da una forma all’altra di governo. I giovani non sono stati protagonisti di quel processo ma ne hanno solo vissuto le ripercussioni. Hanno ricevuto il dono sul piatto d’argento”. Ed innegabilmente i valori ed i problemi del 2008 non sono paragonabili a quelli del 1946. “Droga, precariato, mancanza di opportunità… questi sono i drammi con cui oggi dobbiamo confrontarci. Per questo il bagaglio di valori che maturò nel ’46 va attualizzato. Solo in questo modo i giovani potranno esserne resi partecipi”.
“Eppure la partecipazione c’è – ha spiegato il sindaco Pino Galasso – la formula per ristabilire il vero senso di questa festa è quella di creare un momento di maggiore aggregazione, essere più attenti e sensibili alle esigenze delle nuove generazioni”.
Per quanto riguarda le manifestazioni, il 2 giugno ad Avellino è iniziato con l’alzabandiera e poi l’attenzione si è spostata su via Matteotti dove le autorità hanno deposto due corone d’alloro sul Monumento ai Caduti. Non poteva mancare il firefimento al messaggio lanciato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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