“Festa popolare ed etica dello Sviluppo”: la Chiesa si confronta

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Avellino – Martedì, 11 agosto, alle ore 19,00 , nella cripta della Cattedrale di Avellino, incontro-dibattito sul tema “Festa popolare ed etica dello Sviluppo”.
A presiedere l’iniziativa, cui sono stati concessi i patrocini degli Assessorati alla Cultura di Provincia e Comune, S.E. il Vescovo, Francesco Marino. Parteciperanno il Fabio Mazziotti, Ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università di Napoli, Mons. Alberto D’Urso, Vicepresidente nazionale della Consulta Antiusura, Franco Barra, docente di Storia del Cristianesimo presso l’Univesità di Salerno, Padre Giovanni Musi, Segretario Generale del Pontificio Istituto Missioni Estere. A introdurre e moderare il dibattito, Gustavo Rosenfeld, giornalista e docente di Scienze della Comunicazione presso l’Università di Siena.
Con questo appuntamento, si vuole, per la prima volta, inserire all’interno di una grande festa di popolo come è quella per la Madonna Assunta ad Avellino, un momento di riflessione socio-culturale che costituisca una opzione diversa e aggiuntiva all’usuale programma dei festeggiamenti.
L’obiettivo è quello di un’analisi intepretativa e contenutistica dell’ultima Enciclica di Benedetto XVI “Caritas in Veritate”.
Contestualizzata all’interno della crisi economica-finanziaria mondiale, la “Caritas in Veritate” costituisce indubbiamente sia per i Cattolici che per i Laici un punto di riferimento e di prospettiva sui problemi che investono la collettività internazionale e sulle possibili soluzioni praticabili in un’ottica di solidarietà e di equilibri sociali.
L’amore e la verità rappresentano i canoni sui quali fondare la difficile opera di ricostruzione e di rifiducizzazione della società del terzo millennio. Il lavoro, l’impresa, il profitto, il welfare, l’utilizzo delle risorse sono i grandi temi con i quali l’era della globalizzazione deve confrontarsi e misurarsi nell’ottica di riscoprire un diverso e nuovo umanesimo.
E’ su questi spunti che l’incontro- dibattito di martedì prossimo si articolerà e cercherà di indicare i grandi filoni di quella ripresa necessaria, ma che non può prescindere dalla solidarietà e dalla difesa dei più deboli. Un confronto aperto e franco tra le visioni cattoliche e laiche sulla intepretazione del sociale e sui percorsi che l’umanità deve intraprendere, in tempi ragionevolmente brevi, per vincere la sfida delle tante emergenze che incombono, ma anche per non rendere irrimediabile e definitiva l’emarginazione dei tanti, troppi ghettizzati negli angusti confini della miseria e del bisogno.

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