Ferruccio Capone dice la ‘sua’ verità

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Avellino – E’ uscito allo scoperto. Per dire la sua verità, per chiarire il motivo del mancato acquisto dell’Us Avellino. Ferruccio Capone non ci sta. Voleva fare un investimento di ‘cuore’, poter guidare i colori che ama, ma alla fine per volontà altrui non ci è riuscito. Non ha potuto realizzare un sogno e non ha potuto realizzare il suo progetto, che avrebbe consegnato l’Avellino nelle sue mani ed in quelle dell’Irpinia pallonara. Anche perché l’ex presidente della Confapi voleva coinvolgere anche la gente comune, quella che incita la squadra domenicale. La telenovela societaria almeno per il momento è stata chiusa, ma lui che per una settimana ha deciso di stare in un quasi ‘religioso’ silenzio, ha illustrato tutti i passaggi di una trattativa durata quasi due mesi. Ma lui che è nel mondo del calcio da trent’anni non demorde, anzi, se dovesse presentarsi in futuro una nuova opportunità di rilevare i lupi non si tirerà indietro: “Ho l’obbligo di fare chiarezza su come si è sviluppata la trattativa.-afferma l’ingegnere- Voglio smentire le tante illazioni fatte nei giorni scorsi. Si è voluto far credere che non ci sono stati né acquirenti né imprenditori ed a me questo non sta bene. Io credo che la storia di ognuno di noi in questa provincia la conosciamo tutti. Non c’è bisogno di vendersi…per dimostrare chi siamo. Penso che non ho bisogno di pubblicità per farmi conoscere e per dimostrare le mie qualità morali ed imprenditoriali. Io sono fiero ed orgoglioso come piccolo imprenditore di essere stato anche un rappresentante di categoria impegnato nel sociale, oltre ad essere stato anche presidente dell’Api e a capo delle piccole imprese della Provincia. Ho avuto la possibilità di sedermi a tavoli importanti come quello concertazione”. In merito alle dichiarazioni del patron biancoverde Massimo Pugliese ad una nota emittente televisiva afferma: “E’ stato detto che in questa provincia non ci sono soggetti capaci di poter fare calcio. Io penso che in questa provincia ci sono tanti imprenditori appassionati di calcio”. Parla del suo primo contatto per l’acquisizione del sodalizio di Contrada Archi: “Quando ho preso questa decisione ho avuto tanti apprezzamenti, ma anche altrettanti inviti a lasciare perdere. Ho avvertito intorno a questa società un alone di sfiducia. Ho avuto questa opportunità due mesi fa. Il mio primo contatto è avvenuto con il Sindaco Galasso che si è mostrato disponibilissimo. Abbiamo ragionato sulle condizioni appena ho avuto la totale e piena disponibilità anche da parte dell’attuale proprietà. Ho messo su staff di tecnici composto da Misto che era il responsabile dell’aspetto sportivo, gli avvocati Pesiri e Vetrano, ed il commercialista Tanga. Un pool di tecnici che avrebbe dovuto lavorare per affrontare questo passaggio di proprietà”. Conferma che con la proprietà c’era una intesa di massima per il trasferimento delle quote azionarie: “Con i Pugliese abbiamo fissato dei valori. In particolare in merito alla posta debitoria per svariati milioni oltre ad un tot per rilevare l’intero pacchetto azionario. Non posso dire le cifre perché abbiamo sottoscritto un accordo per la segretezza dei dati. Eravamo pronti ad una prima fideiussione per qualche milione di euro come garanzia reciproca solo per visionare ed aprire i bilanci”. Ed in merito a quest’ ultimo punto il patron dell’Ariano rincara la dose: “I prospetti delle società sono atti pubblici. Per i bilanci delle società calcistiche ci sono tre date da rispettare: il 30 giugno, il 30 ottobre ed oggi, dalle nostre misure di queste ultime ore risulta che non è stato ancora depositato. Ci siamo fidati delle parole. Dal primo momento non abbiamo avuto la minima possibilità di avere una bozza di bilancio. Questo però non lo dico per farne una colpa a qualcuno, ma i dati di bilancio erano e saranno essenziali per sistema bancario. La proprietà tra il venticinque ed il trenta ottobre ha deciso di prendere una pausa per valutare anche altre proposte. In quella fase però avevamo raggiunto l’accordo su tutte le condizioni utili e necessarie per poter fare il passaggio di proprietà. C’era intesa sul quantum per chiudere il tutto”. Capone parla anche di un aumento della richiesta da parte dei fratelli di Frigento. E dell’accettazione da parte sua di questa nuova cifra, di ‘gran lunga superiore al reale valore della società biancoverde’: “Dopo trenta giorni sono stato richiamato sentendomi dire da parte dei Pugliese che c’era l’intenzione di chiudere con il sottoscritto. Comunicandomi anche l’aumento del prezzo per cedere la società.Per amore avevo accettato anche questo ampliamento della cifra di acquisto. Con i miei legali avevo stilato una bozza di contratto. Tra l’altro gli avvocati Pesiri e Vetrano hanno dato anche piena disponibilità a versare una somma in contanti presso il notaio di fiducia della famiglia Pugliese al fine di accorciare tempi e dare luogo così alla verifica dei bilanci. Da parte sua la società non ha accettato chiedendo per il raggiungimento dell’accordo, fideiussioni bancarie. L’intenzione di portare l’operazione in porto comunque c’era tutta. Nonostante l’ handicap di non avere sotto occhio i bilanci siamo riusciti ad avere una disponibilità importante da parte dell’ Ipil Spa accreditata da Unicredit e della BNA Ambro Banca di una garanzia sia una provvisoria che definitiva. L’avvocato Pesiri il 24 novembre ha comunicato mezzo fax la nostra disponibilità, ma non abbiamo avuto alcuna risposta.Alle 21.00 dello stesso giorno abbiamo ricevuto un comunicato a firma di Massimo Pugliese che si dichiarava dispiaciuto di non aver potuto ricevere me ed il dottor Pesiri. Nel pomeriggio del giorno successivo ho appreso, tramite la stampa che la società non era più in vendita perché non c’erano da parte mia le giuste garanzie”. Dispiaciuto ed arrabbiato per il trattamento ricevuto l’ingegnere ha tenuto a chiarire un passaggio importante, confermando di avere tutti i mezzi per acquistare la società: “ Da questo comunicato è trapelato così come in qualche altro passaggio che io non ho soldi. E’ un abuso, un arbitrio, ma soprattutto un’offesa nei confronti di un gruppo di lavoro che ha sudato per quasi due mesi. Questa provincia ha degli acquirenti. Adesso, si deve verificare quali sono gli ostacoli per prelevare questa società”. Conferma ancora una volta l’amore verso la maglia biancoverde: “Sono contentissimo che le cose stiano andando bene e spero che possano ancora andare meglio. Questa squadra con questa società può vincere il campionato. Io non ho rancori, anzi ho anche dato la mia piena disponibilità a collaborare con loro. Io non ho mai voluto farmi pubblicità. Oggi ho voluto smentire chi intendeva far credere che non c’erano condizioni per acquistare. Una ulteriore esperienza di vita. Rilevare una società”. Ammette di aver ricevuto proposte per acquistare altre società della C: “Ho avuto la possibilità di comprare l’Ancona, la Ternana e la Salernitana, ma non l’ho fatto. Perché sarebbero state operazioni non accompagnate da una passione verso dei colori. Per comprare l’Avellino, io che sono nel calcio seppur dilettantistico da oltre 30 anni ero pronto ad accettare anche condizioni, ripeto, diverse dal reale valore della società”. Su un suo possibile interessamento in futuro: “Per l’Avellino sono pronto a discuterne con chiunque ed in qualsiasi momento. Però le regole dovranno essere diverse. L’acquisterò se lo farò ad un prezzo adeguato ad una società di C. Chi si avventura in questo campo lo fa perché alla base c’è grande passione ed attaccamento. In questo sport saper gestire la società a livello finanziario è un grandissimo successo. Non fare deficit ed avere una massa debitoria alta rappresenta una vittoria”. Capone era pronto ad andare fino in fondo ed i documenti lo dimostrano: “Noi abbiamo lavorato ad un progetto. Avevamo pronto uno statuto per una società mista. Le nostre intenzioni erano serie e sono rimaste tali fino alla fine”. Invita i Pugliese a non continuare il muro contro muro con la politica: “Penso che la reale intenzione di vendere c’è stata poche volte. Credo che da parte di questa proprietà ci sia stata più volontà di rivalsa nei confronti delle istituzioni. Il problema di fondo ritengo siano proprio questo. Credo nella buona fede della società che ha fatto questa forzatura. Queste battaglie non portano da nessuna parte. I tifosi invece hanno il pieno diritto di contestare”. Secondo Capone il fatto che ad oggi non è stata depositata la documentazione relativa al bilancio dichiara: “I tifosi devono essere appassionati, sereni, interessati. La proprietà ha tutti gli interessi a doversi tutelare e penso che ci tenga a rispettare gli obblighi formali di legge, fornendo i dati dovuti. Questa società ha nel proprio interesse il diritto di conservare il patrimonio Us Avellino. Non metterà in pericolo l’esistenza di questa società”. (Di Sabino Giannattasio)

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