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Fenestrelle – Caravano, Legambiente”I mostri… talvolta ritornano”

Avellino – “A volte ritornano….”, per usare il titolo di un film di Stephen King, ma nel caso specifico della città di Avellino non si tratta di esseri notturni ma di veri e propri mostri di cemento da costruire in barba a tutti i vincoli paesaggistici ed ambientali, ma non solo, contrari anche al buon senso e decisamente in antitesi con i criteri di sostenibilità economica, quelli tanto pomposamente sbanderiati in questi ultimi 15 anni dai partiti al Governo della città (più o meno sempre gli stessi). Lo precisa Rosario Caravano, presidente di Legambiente per Avellino. “Ciò che sbalordisce, è che la cultura di questi soggetti politici non è cambiata da 30 anni a questa parte, nonostante oggi quei ruoli se vogliamo “tecnici” e decisionali siano ricoperti da persone “giovani”, dai quali ci si aspetterebbe qualcosa di europeo, di moderno, ed invece nulla di tutto questo – continua il presidente – bocciata nei primi anni ’80, infatti, la fondovalle Fenestrelle, oggi torna alla ribalta grazie agli stessi partiti e gruppi di interesse che propongono un mega viadotto con piloni alti fino a 12 metri il quale, stando alle affermazioni del Sindaco e dell’esperto di parchi naturali, l’Assessore Ivo Capone, dovrebbe contribuire anche al rilancio dell’istituzione del Parco del Fenestrelle. Neanche un dubbio hanno avuto, nemmeno il desiderio di confrontarsi con chi da anni propone qualcosa di migliore, come un vero e proprio parco urbano fluviale, che servirebbe al benessere della città, della sua economia e dei suoi cittadini; un vero progetto di parco urbano e non, immaginiamo, una serie di panchine e di ortensie da piantare nelle zone a verde rimaste tra un pilone e il mega parcheggio previsto. Un parco che tuteli il suo patrimonio sorgivo e forestale e che dia chance per la nascita di nuove economie, per i giovani soprattutto. Un parco al servizio della città, che preveda, ad esempio, non un mega parcheggio alle spalle della biblioteca provinciale, ma un progetto di valorizzazione che dia dignità e fruibilità a un luogo storico fondamentale come la Biblioteca provinciale di Avellino. Ma com’è possibile chiede il dottore Caravano – partorire tale mostruosità? Chi è stato capace di tanto, se non gruppi di potere interessati solo ad ottenere un’espansione edilizia senza regole in quell’area? Altro che interesse per la città e i suoi cittadini. Per la Legambiente questo è soltanto uno schiaffo alla modernità, tirato da chi ha una forte nostalgia del passato targato anni ’80, di chi intende come “progetto di città” un’economia basata ancora sul cemento, sul lavoro nero e sulle discariche abusive, quelle scoperte dalla Forestale proprio la settimana scorsa. L’Europa da una parte, quindi, con le sue tante città piccole e grandi che, anche al sud, hanno accettato la sfida della sostenibilità (www.a21italy.it) e si stanno adeguando e proiettando verso il futuro, dall’altra parte Avellino, con le sue mega opere inutili che insegue invece ancora oggi il passato. Legambiente ha già fatto il suo dovere, presentando insieme al Comitato e alle associazioni aderenti un ricorso al TAR. Si spera diano il loro contributo anche quelle forze politiche residue che hanno in mente una città sostenibile ed europea. Legambiente esprime il suo “in bocca al lupo” all’iniziativa pubblica di domani proposta da SD e Libera Città, – conclude il responsabile avellinese dell’associazione – esprimendo un invito a loro e, in particolare, all’ex Assessore Rotondi, tornato evidentemente sui suoi passi dopo l’esperienza di Governo, a un confronto sereno per rilanciare le tematiche inerenti la città ed il suo corretto sviluppo”.

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