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Il 2010 resta comunque un anno difficile di crisi pesante, ma a quanto pare si hanno occhi solo per altre questioni industriali e si continua ad ignorare un settore nel quale chiudono Imprese e perdono il lavoro in tanti senza un sussulto politico.
Si deve reagire subito non si può aspettare che passi “à nuttatà” a colpi di cassa integrazione per giunta tardiva.
Al governo ed al Parlamento chiediamo che nella manovra in corso di discussione si apra un capitolo costruzioni dando forza a progetti di investimento rapidi in grado di aprire i cantieri e salvare centinaia di Imprese che sono sull’orlo del fallimento, e migliaia di lavoratori che a tutto il mese di maggio si contano 200 mila posti di lavoro persi.
Bisogna tornare a discutere con determinazione e concretezza del territorio sulla manutenzione, sulla modernizzazione delle infrastrutture che servono al Paese, servono soprattutto al Sud. Progetti chiari, in tempi definiti, con il contributo delle forze sociali e, soprattutto sarebbe auspicabile con una volontà bipartisan capace di condurli in porto per il bene del Paese”.