Federterziario – Le proposte di De Feo al Governo

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Avellino – Il presidente provinciale di Federterziario, Ferdinando De Feo, ha ringraziato il Ministro Gianfranco Rotondo per la possibilità fornita di prendere parte alla manifestazione Governincontra. L’Associazione insieme alla UGL Costruzioni è firmataria di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per l’edilizia istitutivo della C.E.N.A.I. con cui è stato ridotto di circa due punti percentuali il costo del lavoro nel settore edile. “In questa provincia, come nel resto delle zone interne della Campania, l’effetto criminalità organizzata è fortunatamente poco diffuso e tale condizione potrebbe rendere il nostro territorio appetibile all’insediamento di attività economiche se venisse istituita anche qui una zona franca.
Ci sono intere aree industriali che necessitano di una riconversione, quali il polo conciario di Solofra, ci sono aree P.I.P. urbanizzate, nell’Alta Valle del Sabato e in tutta l’Alta Irpinia, pronte ad accogliere insediamenti industriali ma riteniamo ci sia bisogno, affinché tale provincia riesca finalmente a decollare, dell’istituzione di una zona franca che abbracciando la Valle dell’Irno, l’Alta Valle del Sabato e l’Alta Irpinia, possa porre fine all’odioso fenomeno dell’emigrazione, soprattutto dei giovani ”.
Poi un appello a Roberto Maroni per segnalare un dato di fatto ritenuto utile per la gestione dei tanti extra-comunitari che, soprattutto cinesi, sono presenti nel nostro territorio. “Oggi accade che alcune di queste persone si costituiscano ditta ed utilizzino tale strumento per consentire ad altri loro concittadini, regolarmente assunti, di poter continuare a rimanere nella nostra Nazione fornendo loro la certificazione reddituale sufficiente al rinnovo del permesso di soggiorno o al ricongiungimento familiare ma evitando di versare quanto dovuto agli istituti previdenziali. Sarebbe sufficiente che alla certificazione reddituale venisse aggiunto il D.U.R.C., Documento Unico di Regolarità Contributiva, per porre fine a tali abusi e furberie”.
Infine, e l’appello è rivolto al Governo tutto, “… sarebbe opportuno che nel perdurare di questa crisi economica mondiale, fossero sospesi gli effetti degli Studi di Settore o quanto meno venissero congelati gli indici relativi al ‘personale occupato’ al fine di incentivare le aziende a non ricorrere ai licenziamenti per evitare l’effetto reddituale derivante dall’applicazione degli studi di settore.
Infatti attualmente sono tante le aziende che si trovano nella reale situazione di avere una perdita di reddito e contestualmente “costrette” a dover dichiarare, per effetto dell’adeguamento agli studi di settore, un reddito inesistente sul quale versare le imposte”.

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