Avellino – I comunisti si riuniscono sotto la Federazione della Sinistra. Il nuovo soggetto politico riunisce tutti i comunisti italiani, tranne Vendola. A sancire la riunione tra Prc e Pdci è stato il congresso fondativo della Sinistra che ha eletto nuovo portavoce Oliviero Diliberto.
Sul punto si registra l’intervento dell’irpino Mario Guerriero, delegato nazionale Congresso fondativo federazione della sinistra.
“La federazione della sinistra prende corpo e comincia a camminare – scrive in una nota Guerriero – Ha qualche tentennamento come un bambino piccolo che muove i primi passi, ma si sforza a farlo. Ieri a Roma abbiamo dato formalmente vita non ad un nuovo partito, ne una sommatoria di ceti dirigenti, ma ad una speranza per tutta la sinistra italiana. Nasce una soggettività politica nuova senza consumare scissioni o tragedie greche, senza personalismi e rancori, ma con la gioia e l’entusiasmo di esserci ritrovati dopo dodici anni lontani, divisi e litigiosi.
La federazione della sinistra non può essere incerta, timida, esitante, perché quello che abbiamo fatto ieri a Roma è una grande cosa, un percorso irreversibile e necessario, dove ognuno di noi non deve e non vuole tornare indietro. Non posso far altro che ripetere le parole del grande costituzionalista Gianni Ferrara: ‘Il futuro è denso di molti pericoli e poche chance, ma la sfida di esserci è cruciale. I comunisti ci sono, nessun muro ci ha seppellito’.
Si, nessun muro ci ha seppelliti o cancellati, ma per la prima volta abbiamo partecipato ad un congresso in cui nessuno si è aggrappato ai simboli come a dei feticci, in cui poteva prevalere la voglia di farci rinchiudere in un museo come pezzi del secolo passato. Non è successo perché i comunisti e la sinistra che vogliamo costruire non liquida il passato con un colpo di spugna, un simbolo nuovo e una bella poesia del capo supremo, ma in quel passato di lotte, di libertà, di conquista ci affonda saldamente le radici, ma guarda al futuro dell’Italia. Per questo abbiamo dato vita alla sinistra del lavoro, della democrazia e dell’unità. Ad una sinistra che vuole rappresentare L’ITALIA CHE NON SI PIEGA. L’Italia di Giovanni Impastato, fratello di Peppino ucciso dalla mafia a Cinisi, che entra non solo nella federazione ma in direzione nazionale, l’Italia degli operai di Pomigliano, l’Italia dei migranti sfruttati e senza diritti, l’Italia dei costituzionalisti come Ferrara che saranno le colonne di questa nuova forza politica.
Questo è il momento di ripartire tutti insieme i comunisti e la sinistra, di rimettere in modo l’entusiasmo e la passione politica, la bellezza della militanza e la voglia di cambiare seriamente le cose, è il momento di far capire a chi ci guarda anche con disprezzo che nella federazione della sinistra non c’è un popolo di sconfitti che si mette insieme per provare a resistere, ma un popolo che vuole ritornare a contare, che vuole dar voce alle lotte e alle battaglie dei lavoratori, studenti, migranti, precari, che vuole cambiare le condizioni di vita delle persone, un popolo che ha capito che uniti si vince e la vittoria di Giuliano Pisapia a Milano lo ha dimostrato.
La federazione della sinistra non è una scialuppa di salvataggio ma un disegno vivo e vitale, con una carica eccezionale e una vitalità che pochi si aspettavano. È un progetto ambizioso che dobbiamo costruire con pazienza e con il lavoro costante e quotidiano senza nessuna volontà di rompere con il passato, perché quando si fa questo tutto può succedere e la storia recente ci ha insegnato che possono succedere solo cose brutte”.