TORINO- “Faccio Capodanno e torno”. E’ quello che promette (anche se al momento non sarebbe ancora tornato) Gianluca Moscatiello, 49 anni, ex affiliato al clan Genovese, poi divenuto collaboratore di giustizia, ricercato dalla Squadra mobile di Torino da alcuni giorni. Mentre lo cercano in Italia, come riportato nei giorni scorsi dall’edizione torinese di Repubblica, il quarantanovenne avrebbe postato delle foto dalla Romania con corona e oggetti d’oro, quasi una beffa mentre in Italia gli danno la caccia. Gli investigatori, la Squadra Mobile e la Procura di Torino, lo indicano come mandante del sequestro di un diciassettenne avvenuto il 9 marzo.
Gli esecutori sono già stati arrestati: il ragazzo fu picchiato, avvolto in un lenzuolo e chiuso nel bagagliaio di una Mercedes.
Secondo l’accusa, la spedizione punitiva sarebbe scattata perché il giovane aveva aggredito il “figlio del boss”. Moscatiello in sede di interrogatorio preventivo davanti al Gip avrebbe negato il sequestro, con accanto il suo avvocato, Gianluca Orlando, il quarantanovenne avrebbe infatti raccontato : «Non era un sequestro, lo stavano portando in ospedale ma il ragazzo non ha voluto andarci». Negli ultimi giorni la vittima ha ritirato la querela, così sono decadute le accuse per minacce e violenza privata. Resta in piedi il reato di sequestro di persona, l’unico procedibile d’ufficio se viene coinvolto un minorenne. Si attende che proprio su questa contestazione ora decida il Tribunale del Riesame.
Faccio Capodanno e torno, il messaggio dell’ex camorrista irreperibile Moscatiello
