Export irpino: male metalmeccanico e concia, tiene l’agroalimentare

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Avellino – La crisi internazionale si abbatte come una scure sull’economia della nostra provincia, provocando una notevole flessione del volume d’affari delle imprese irpine sui mercati esteri: nei primi 3 mesi del 2009 l’export provinciale perde oltre il 30 per cento del valore rispetto allo stesso periodo del 2008, pari a 76 milioni di euro in meno. Addirittura il valore delle importazioni è crollato: -55 per cento ossia -230 milioni di euro di beni importati (materie prime, ndr) nei soli primi 3 mesi dell’anno 2009.

E’ quanto emerge dai dati provinciali del commercio estero del primo trimestre 2009 di recente pubblicati dall’Istat e divulgati dalla Camera di Commercio in occasione della conferenza stampa tenuta ieri per la presentazione del press tour enogastronomico.
In particolare a soffrire di più è l’industria metalmeccanica: l’import di metalli di base (ossia rame ed altri metalli per l’industria meccanica) è calato dell’82 per cento (-183 milioni di euro), mentre l’export dei mezzi di trasporto (autobus e motori per auto) si è ridotto di oltre il 50 per cento (- 46 milioni).

Anche il sistema moda è in grosso affanno sui mercati esteri: export -24 per cento e -7 milioni di euro per quanto concerne le pelli e le confezioni, così come le importazioni di pelli grezze da conciarie, calate del 17 per cento.

“In questo scenario assolutamente critico e preoccupante – afferma Costantino Capone, presidente dell’Ente camerale – solo l’industria della trasformazione alimentare segna un risultato confortante: infatti l’export di prodotti alimentari nel primo trimestre 2009 (pari 44 milioni di euro) segna una crescita di quasi il 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008 ossia quasi 10 milioni di euro in più. All’interno del comparto si distinguono le imprese di produzione pasta, dolciario, conserve di frutta e semilavorati a base di frutta, olio, con incrementi significativi. Tra l’altro l’industria alimentare, per la prima volta, supera per esportazioni sia il comparto dei mezzi di trasporto che il settore moda, diventando così la filiera leader dell’economia irpina sui mercati internazionali”.
“Tale andamento – aggiunge Capone – dimostra che nonostante una situazione congiunturale così difficile che sta mettendo in difficoltà l’intero sistema economico, le nostre produzioni alimentari stanno perseguendo la via dello sviluppo attraverso la qualità e tipicità dei prodotti, il legame con il territorio e con le sue tipicità e la capacità manageriale degli imprenditori nel saper approcciare i mercati”.

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