AVELLINO- Pericolosa, dannosa, inutile, un assalto pacifico alla Costituzione democratica e antifascista. Al Circolo della Stampa la bocciatura della riforma Nordio e’ netta. Arriva da ex magistrati, impegnati nel Comitato dell’Anm “Giusto Dire No”, da esponenti dell’Avvocatura schierati per il No e dai rappresentanti di stampa e società civile che sono al fianco dei Comitati contro le modifiche costituzionali volute dal Governo. La sala dell’evento, promosso dalla Sottosezione dell’Anm di Avellino, la presidente Monica d’Agostino e il segretario Fabrizio Ciccone e’ gremita. Tanti i rappresentanti della società civile che hanno partecipato e aderito all’invito dell’Anm. Gli interventi del referente di Libera Davide Perrotta, del responsabile della redazione de “Il Mattino” di Avellino Gianni Colucci e del docente Edoardo Lisena hanno concluso un dibattito andato avanti per circa due ore e mezza.
FERRARA: LE CRITICHE E I SOSPETTI CONFERMATI DAGLI ESPONENTI DI GOVERNO
Il presidente dell’articolazione regionale del Comitato “Giusto dire No” , Ettore Ferrara ha ricordato come: “Dopo una prima fase in cui ci è stato contestato di muovere critiche e fare relazioni su contenuti che non erano espressi chiaramente nella legge di riforma, poco alla volta questi contenuti stanno emergendo proprio attraverso le dichiarazioni dei protagonisti della riforma.
Sta emergendo, ad esempio, la revisione dell’obbligatorietà dell’azione penale, la riconsiderazione del rapporto tra pubblico ministero e Polizia giudiziaria, e altre questioni che noi sospettavamo potessero incidere pesantemente sull’indipendenza della magistratura e sull’ingerenza del potere esecutivo nell’esercizio della giurisdizione”. Il presidente Ferrara ha ancora una volta messo in evidenza come la riforma Nordio non avrà alcun effetto : “Sul funzionamento della giustizia, nessuna. Non c’è da aspettarsi alcun cambiamento. Questa non è una supposizione o una suggestione nostra: lo ha dichiarato il ministro della Giustizia. Si tratta di una riforma che non incide sul funzionamento della macchina giudiziaria. È quindi una verità ormai consacrata, anche se non chiaramente riconducibile a uno slogan elettorale”. Poi ci sono le parole del cardinale Zuppi e, ieri, del primo presidente della Cassazione, vanno nel senso del timore che ci sia un rischio per l’indipendenza della magistratura?
“Certamente sì. Ma farei un passo indietro: non più tardi di due settimane fa, il Capo dello Stato, rivolgendosi ai giovani magistrati, ha richiamato la loro attenzione sull’importanza dell’indipendenza della magistratura e sulla necessità che la funzione giurisdizionale sia esercitata senza ingerenze e senza timori nei confronti degli altri poteri dello Stato, in una condizione di serenità che questa riforma rischierebbe di compromettere.
Questo messaggio è stato poi ripreso dal cardinale Zuppi in maniera estremamente autorevole e, ieri, anche dal primo presidente della Corte. Evidentemente, questi timori non appartengono solo ai magistrati o ai cittadini comuni, ma sono condivisi anche nelle più alte sfere”.
L’EX PRESIDENTE BEATRICE: NECESSARIO FAR COMPRENDERE AI CITTADINI
Per l’ex presidente del Tribunale di Avellino Vincenzo Beatrice, per comprendere i temi e le ragioni del No serve: “un’informazione penetrante, perché credo che nemmeno chi propone la riforma sia riuscito a far comprendere a tutti i cittadini quali siano i vantaggi, sia per l’organizzazione dello Stato sia per i singoli cittadini.
Io sono stato presidente del tribunale, come avete detto, e quindi ho fatto parte della magistratura giudicante. La cosa singolare che ho riscontrato è questa: gli esempi che il governo e la sua maggioranza portano sono tutte decisioni… ma è la magistratura che decide. Il pubblico ministero propone. Allora perché insistere sul pubblico ministero? Perché nei confronti della magistratura giudicante nulla è possibile fare? Ecco qual è la riserva mentale, il sottile inganno: si agisce sul pubblico ministero per impedirgli di proporre il futuro”.
L’AVVOCATO TECCE: EVITARE SLOGAN, RIFORMA INUTILE E PERICOLOSA
L’avvocato Raffaele Tecce ha posto l’accento sulla necessità di un dibattito serio e approfondito sulle questioni poste dalla riforma. “Speriamo di recuperare una discussione sui temi essenziali per il nostro futuro, per il futuro dell’avvocatura e, più in generale, per quello della giustizia, rispetto a ciò che è il giusto processo”, ha dichiarato, mettendo in guardia da una semplificazione che rischierebbe di appiattire la complessità della questione. Invito tutti ad un ragionamento sui contenuti evitando slogan, come avvocato ritengo questa riforma inutile e pericolosa.Inutile perchè il magistrato del pm e il giudice apparterranno sempre allo stesso ordine giudiziario. Pericolosa perchè creando uno sdoppiamento del Csm il rischio è creare un quarto potere dello Stato, sbilanciando il diritto di difesa dell’indagato e dell’imputato. Vogliamo la parità ma creiamo una forte disparità”.
L’AVVOCATO IANNACCONE: ELIMINARE LE CORRENTI? DOPO TANGENTOPOLI ALLORA ANDAVANO ELIMINATI I PARTITI?
Un appasionato contributo, quello dell’avvocato Giuseppe Iannaccone, del foro di Milano: “Ci sono gli anticorpi perché abbiamo un sistema di magistratura invidiabile e dobbiamo difenderla”. Parlando del futuro Csm e della rappresentata necessita’ di intervenire sullo strapotere delle correnti, Iannaccone ha esclamato: “le correnti vanno eliminate? E allora perché quando abbiamo fatto Tangentopoli non abbiamo eliminato i partiti. Allora non si può buttare il bambino e l’acqua sporca. Chi ha sbagliato paghi, ma lasciamo che i magistrati si associno in un paese civile”
L’EX PROCURATORE CANTELMO: ASSALTO PACIFICO ALLA COSTITUZIONE
Per l’ ex Procuratore Rosario Cantelmo: “Il problema è questo: è una riforma, e lo dirò quando mi sarà concesso parlare, che è un po’ pericolosa perché mette in gioco alcuni assetti costituzionali.
Gli ex magistrati, se chiamati a dire la loro, hanno il dovere di intervenire e far capire alle persone i rischi. Il problema è convincere le persone a votare per il no, perché è l’unica soluzione possibile”.
Come risponde ai comitati del sì sostengono che non ci siano rischi per l’indipendenza della magistratura, né per il paventato distacco della Polizia Giudiziaria dal PM. “Noi non siamo d’accordo-ha spiegato Cantelmo- e per questo partecipiamo attivamente al dibattito.Credo che la chiave di lettura della riforma sia completamente diversa e vada ribaltata rispetto a queste interpretazioni. Pochi giorni fa un ministro ha dichiarato: “Cominciamo con la preparazione delle carriere e la modifica del CSM, ma poi si passerà alla sottrazione della Polizia Giudiziaria al PM.”.Non si tratta quindi di una riforma che riguarda un singolo aspetto: è, secondo me, una sorta di assalto pacifico alla Costituzione democratica e antifascista”.
Ex magistrati, associazioni e società civile dicono no alla riforma Nordio
