Ex Irisbus, Governo riceve King Long a Roma: Fiat assente

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Roma – Si apre la fase numero due della costituzione del Polo Unico degli Autobus in Italia e della nascita della newco Industria Italiana Autobus. In mattinata a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il vice ministro Claudio De Vincenti si è incontrato con i dirigenti di King Long Italia (KLI), partner principale della nuova società che rileverà le sorti dell’ex Irisbus di Flumeri e della BredaMenarinibus di Bologna. Assente Cnh Industrial.
Anche se non sono emerse ancora notizie ufficiali circa l’esito dell’incontro, sarebbe stato siglato un accordo tra KLI e Governo circa quello che a tutti gli effetti rappresenterà l’addio definitivo della Fiat dalla Valle Ufita.

CASO NAZIONALE. E intanto la vicenda del colosso di Flumeri e delle tute blu della ex Irisbus è rimbalzata prepotentemente anche sulle tv italiane grazie alla prima puntata della nuova stagione di Presadiretta, programma Rai diretto da Riccardo Iacona, che ha dedicato al mondo del trasporto pubblico italiano uno speciale di due ore. Un viaggio nell’universo Irisbus ma anche e soprattutto nell’indotto Irisbus con le dichiarazioni dei protagonisti della vicenda del ritorno alle attività dell’azienda di Flumeri, le reazioni degli operai e le sensazioni di Stefano Del Rosso, numero uno di KLI, l’azienda italiana con alle spalle il colosso cinese King Long che si appresta ad entrare nel mercato degli autobus del vecchio continente. “Cinesi o no – ha detto Iacona –speriamo che l’industria riparta e che non sia una falsa partenza. Non sarà facile conquistare il mercato ma abbiamo le competenze sempre che lo Stato voglia farlo. Abbiamo le competenze per farlo se e solo se il Governo metterà soldi, tanti soldi per comprare i nuovi autobus di cui abbiamo bisogno. Finora il Governo italiano ha stanziato 300 milioni di euro per il rinnovo del parco mezzi nelle città italiane. Ma per riavvicinarci alla media europea servirebbero 750 milioni di euro ogni anno per i prossimi 10 anni. Siamo sempre lì, ogni volta che vogliamo far ripartire l’economia del nostro Paese non abbiamo i soldi per farlo. Eppure non abbiamo ancora speso 15 miliardi di euro di fondi strutturali che l’Europa ci ha dato”.

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