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“Le responsabilità dell’accaduto – continua Pagano – sono ancora tutte da accertare, ma l’Amministrazione Penitenziaria, nella sua interezza, esprime vicinanza a tutto il personale che opera nell’istituto di Avellino, evidenziandone la professionalità e l’impegno profuso con sacrificio e senso del dovere. Se il sistema penitenziario nel suo complesso tiene, nonostante il grave indice di sovraffollamento e una sensibile flessione delle risorse – prosegue Luigi Pagano – si deve alla capacità e al senso di responsabilità dei nostri operatori, nella straordinaria qualità del lavoro reso che non può essere messo in discussione neppure dopo accadimenti del genere. L’impegno dell’Amministrazione, a partire dal progetto sui circuiti regionali, con la razionalizzazione delle risorse umane e materiali, va proprio nella direzione di garantire la sicurezza degli istituti prevenendo il verificarsi di tali episodi. Il carcere, non dimentichiamolo, come ha oggi dichiarato il Capo del Dipartimento Giovanni Tamburino, è una realtà articolata, che richiede un giudizio differenziato. Quello che l’Amministrazione penitenziaria deve fare è da un lato estendere le buone prassi, ovvero quei risultati positivi che ci sono in numerose realtà e riguardano per fortuna un buon numero di detenuti”.
“Le parole del Capo del DAP – conclude il Vice Pagano – rafforzano il principio che serve il contributo di tutti per rendere il carcere un luogo di riscatto e reinserimento sociale. Noi crediamo nel nostro progetto e lo riteniamo indispensabile per conseguire a breve un miglioramento del sistema penitenziario”.