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Lettieri, è delle ultime ore l’ufficialità della sua candidatura tra le fila de La Destra alle prossime europee. Come ha accolto la notizia?
“Sono ovviamente molto soddisfatto ma non solo a livello personale: è motivo di orgoglio anche per la cittadina di Solofra. Ho accettato la candidatura per passione politica e spirito di servizio. Sarà l’occasione per portare all’attenzione dell’opinione europea i problemi di questa provincia in primis e dei territori che rappresento. Nella mia città mi additano come un ‘leghista di Destra’ perché difendo il mio territorio: ebbene, sono orgoglio di questa reputazione”.
Si dice che qualcuno non abbia propriamente ‘digerito’ la sua candidatura…
“C’è stata grande gazzarra per farmi fuori perché ho sempre detto quello che penso in maniera chiara e schietta. Alla fine non ci sono riusciti. Sono stato tra i primi in provincia a sostenere il progetto di un partito unico del centro destra. Poi circa due mesi fa ho detto che mi scioglievo da An. L’idea del partito unico è ben presto diventata l’idea del partito delle veline, del partito del Grande Fratello. A me questo partito liquido non piace: preferisco quello classico con le sezioni e i punti di riferimento. Dentro An sono sempre stato l’anima critica del partito. Candidato alle regionali ho raccolto 4mila voti di preferenza nonostante avessi il partito impegnato a sostenere Franco D’Ercole. Il mio non è stato un passaggio da partito a partito. Non ho tessera: sono stato di destra nel ’68, lo sono stato nel ’93 e così anche oggi”.
Quali saranno gli argomenti che porterà avanti nella sua campagna elettorale? Quali gli obiettivi, quali le sfide?
“Alla base di tutto ci sono i problemi del territorio e la necessità di rispondere alle istanze che vengono dalla cittadinanza irpina. In primis condurrò la battaglia per preservare il distretto sanitario a Montoro. Nelle piazze, in giro per l’Irpinia e in Europa porterò il grido d’allarme che proviene dal comparto della concia che è in ginocchio così come la crisi che sta investendo l’agroalimentare e, specificatamente, il settore castanicolo minacciato da oltre un anno dal virus della mosca cinese. Di pari passo ci sarà da portare avanti una sfida di carattere politico imperniata sulla necessità di rottamare l’attuale classe dirigente politica”.
Come ha reagito chi le sta accanto ed i suoi concittadini alla candidatura?
“Ho avuto modo di vedere che c’è stata anche tanta benevolenza, soprattutto a Solofra, alla notizia della mia candidatura: questo rappresenta un motivo in più per crederci ed andare avanti in maniera serena e fiduciosa. Mi sento di ringraziare il segretario provinciale de La Destra, Arturo Meo, ed Eugenio Laurenzano per aver creduto nella mia persona, così come tutti gli iscritti al partito. Ho la sensazione poi che di fronte ai fallimenti perpetrati negli ultimi anni dalle amministrazioni di centro sinistra nei vari comuni della provincia, molti hanno preso le distanze e, insieme a me, sentono ora forte più che mai la necessità di rottamare gli attuali politici”.
Parla di sensazioni. Sarà impegnato in una sfida che si preannuncia difficile e tirata. In che maniera punterà a raccogliere il consenso?
“Sono abituato alla battaglia politica. E poi ho l’appoggio e la fiducia di tutte le anime che compongono la coalizione con cui ci presenteremo alla sfida di giugno. Sono convinto di poter raccogliere il consenso di quanti non hanno digerito il modo in cui è nato il nuovo partito. Sia chiaro, però, che non sono in rotta con il PdL: il mio è soltanto un andare contro le dinamiche di un partito liquido, contro le nomine che cadono dall’alto. La parola passi ora a chi rappresenta il territorio”. (di Antonio Pirolo)